Casapound replica a SEL: Speranza dica pubblicamente chi sono i politici vicino alla mafia

“Chiariamo due cose – sottolinea il responsabile di CPI – il nostro spettro d’azione è ben più ampio rispetto ai complessi di colpa del nostro sindaco: nelle nostre iniziative provocatorie, con tanto di manichini/cittadini impiccati, c’è prima di tutto una crisi che dilaga e uno Stato che non ha dato e non sta dando le risposte che la gente attende. Speranza, da uomo di sinistra e in teoria vicina al popolo, provi a negare questa realtà se in coscienza crede sia giusto farlo. Provi a difendere i governi delle larghe intese che hanno fatto peggiorare tutti i fondamentali dell’economia, senza riformare strutturalmente nulla del nostro sistema e facendone pagare il conto solo ai cittadini. Ebbene, siamo certi che non potrà negare tutto questo. È per questo che ci chiediamo perché le cose debbano stare diversamente quando poi si tratta della gestione della sua amministrazione: l’aumento delle tasse è un fatto, le mancate scelte lungimiranti lo sono altrettanto e non basta il taglio di qualche dirigente a dissesto quasi accertato a colmare il vuoto politico e decisionale di questi anni. Non si tratta di “gioco al massacro” ma di fatti. Le sue scelte politiche stanno portando la città alla deriva e l’aumento delle tasse comunali una stretta al collo dei lametini”.
“Infine – conclude Mimmo Gianturco – segnaliamo che l’accostamento tra “i fascisti di Casapound e i gruppi politici vicini alla mafia” è, questo sì, un modo scorretto di fare politica, rispondendo alle contestazioni politiche con la calunnia. Una calunnia che, peraltro, Speranza butta là con leggerezza, omertosamente, senza spiegare di chi o cosa parli precisamente. Il sindaco dica pubblicamente chi sono i politici collusi con la mafia, altrimenti si potrebbe pensare a una copertura o addirittura a una collusione con questi poteri forti”.