Catanzaro, Bausone (PD): “Quale canone concordato? La vera emergenza per gli studenti sono gli affitti in nero”

CATANZARO – “Lo scorso 17 ottobre Confedilizia Catanzaro e le sigle sindacali a tutela degli inquilini hanno sottoscritto un accordo territoriale per i contratti a canone concordato per gli studenti.
Una misura indubbiamente lodevole cui hanno fatto seguito iniziative divulgative all’Università Magna Graecia, organizzate dai sempre zelanti rappresentanti degli studenti.
Per quanto, per l’appunto, lodevole, il contratto di Confedilizia rischia di essere, per converso, decisamente iniquo. E lo ha dimostrato lo scarso interesse al tema da parte degli stessi studenti. Non di certo per disattenzione, anzi, ma per la piena consapevolezza di dover fare i conti con la loro realtà quotidiana fatta di case affittate in nero, senza alcuna tutela.
Pertanto, è evidente che il contrasto a questo fenomeno sia la vera priorità.
Per contrastare gli affitti in nero, il Dlgs 23/2011 aveva introdotto per i proprietari di casa la possibilità di optare per un sistema fiscale con ritenuta alla fonte del 21% (19% per i contratti concertati), la cosiddetta cedolare secca (ridotta al 10% nel 2014 dal Governo Renzi), contenuta anche nell’accordo di Confedilizia Catanzaro.
Questa stessa legge prevede la possibilità per gli inquilini di recarsi direttamente alla Agenzia delle entrate e registrare il contratto totalmente o parzialmente irregolare (oltre alla possibilità di dichiarare i reali importi pagati, spesso diversi da quelli registrati) e automaticamente vedersi convertito il contratto in nero in un 4+4, a dimostrazione che gli sgravi e gli strumenti di incentivazione vanno accompagnati alle misure di emersione delle locazioni non registrate.
Una norma, però, in astratto efficace, ma che ha visto scarsa applicazione nella realtà fattuale per il timore di molti inquilini di vivere in dissidio permanente con i proprietari. Allora tocca alle istituzioni locali e alla Guardia di Finanza adoperarsi concretamente.
Una iniziativa da coniare nel nostro territorio potrebbe essere quella intrapresa dall’Università della Calabria con il Centro residenziale Unical nel 2014 che, in collaborazione con la polizia tributaria, ha somministrato 30000 questionari agli studenti fuori sede per sapere dove avevano abitato nei 5 anni precedenti con richiesta di indicazione, anno per anno, di immobile, proprietà e clausole di locazione.
A chi ha responsabilità di governo locale a Catanzaro e tanto si è speso nel dar lustro all’accordo di Confedilizia, come l’assessore Russo e il presidente Polimeni chiedo: perchè non intraprendere questa strada?
Lo scriveva Il Sole 24 Ore nel lontano 2010: “a Catanzaro il 60% degli affitti è in nero e il sindaco ha in mano la leva per raddoppiare il gettito dei nuovi tributi comunali”; ora che le mani del Sindaco Abramo sono “libere”, come da lui stesso dichiarato, si provvederà a scalfire veramente questo malcostume dannoso per gli studenti e per l’erario?”.

Alessia Bausone – Esponente PD Catanzaro