Chiuse altre aule al “Severi” di Reggio Calabria, U.Di.Con.: “È da mesi che chiediamo condizione scuole calabresi”

Reggio Calabria – “Prima che iniziasse l’anno scolastico abbiamo chiesto alle Istituzioni calabresi di avere un riscontro su quali fossero le condizioni degli istituti scolastici della Calabria – scrive in una nota il Presidente Nazionale U.Di.Con. Denis Nesci – ci siamo messi anche a disposizione per portare il nostro contributo ai tavoli di lavoro, eppure non abbiamo avuto alcuna risposta ed ecco i risultati. L’Istituto tecnico d’eccellenza di Gioia Tauro, il “Severi” si ritrova con altre due aule chiuse, con tutto quello che comporta questo per le famiglie che si potrebbero ritrovare i figli smistati in altri comuni. È vergognoso che non sia agisca per tempo, non solo per la sicurezza degli studenti, cosa che ricordo dovrebbe esser scontata, ma anche per le esigenze dei cittadini in generale”.
All’inagibilità di una parte dell’immobile che dall’inizio del corrente anno scolastico crea non pochi disagi ad un centinaio di studenti di ben sei classi dell’indirizzo Marketing, si è aggiunta nei giorni scorsi un’ulteriore situazione di chiusura cautelativa per altre due classi di un altro plesso scolastico in uso al “Severi”, motivo per il quale l’U.Di.Con. ha deciso di intervenire.
“È dall’inizio dell’anno scolastico, che gli studenti sono costretti a disertare le regolari lezioni a causa di queste criticità strutturali. Il timore che nelle prossime ore vengano coinvolte altre classi è alto, ed è per questo che siamo intervenuti con una richiesta ufficiale alla Città Metropolitana per una soluzione immediata ed adeguata – continua Nesci – riteniamo che la proposta avanzata di trasferire gli alunni, anche se per il tempo necessario ai lavori di messa in sicurezza, a Palmi o Taurianova sia da non prendere in considerazione per gli evidenti problemi che creerebbe agli studenti coinvolti, visto che la maggior parte di loro provengono da fuori e che già hanno difficoltà con il servizio dei trasporti pubblici – conclude Nesci – è del tutto inaccettabile che la scuola più grande, per numero di alunni che la frequentano, della provincia reggina non abbia una sua sede dove accentrare i vari indirizzi”.