“Città delle Idee” incontro pubblico ieri sera al Teatro Umberto tra nuove proposte e crowdfunding

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«Il focus in una campagna elettorale dovrebbe essere il “come” e non il “chi”. Prima ci si chiede come costruire il “Cosa” – spiega Falvo – poi si vedrà il “Chi”. Questo per evitare il clientelismo e le reti infinite di “amici degli amici”, in cui chi per scelta o condizione rimane fuori e si trova escluso dalla vita politica. La maggior parte delle persone sono vulcani di proposte ma difettano della capacità di fare sistema. E’ necessario invece “fare sistema” basandosi sui valori della condivisione, del confronto, della cultura del fare e dell’orgogliosa appartenenza alla città. Si è persa la capacità di capire che il benessere del vicino non è sempre un male, non si guarda più alla comunità come un insieme il cui benessere dovrebbe essere nella mente di chiunque. Città delle idee ha elaborato un sistema che inizia da valori che è fondamentale condividere da chi fa parte del gruppo: il sentirsi parte di una meravigliosa città che ha bisogno di ripartire»
“Quella che viviamo – continua Falvo – è una situazione estremamente difficile in cui è fondamentale una politica urbana mirata a far crescere la ricchezza, obiettivo che può essere raggiunto solo se le persone oneste diventano ingranaggio della macchina economica-amministrativa e volano dello sviluppo. Le persone devono diventare un meccanismo importante della vita politica urbana”. 
Secondo Andrea Falvo per raggiungere l’obiettivo proposto è fondamentale suddividere tutti gli argomenti del programma in 5 punti: Economia, Ambiente, Qualità della vita, Urbanistica, Pubblica Amministrazione. Saranno necessari a trattarli ben 31 gruppi di lavoro suddivisi per competenze.
E’ ora di chiudere con la politica degli slogan, i posti di lavoro non dovranno più essere figli di promesse ma la politica urbana dovrà consentire al volenteroso di diventare imprenditore. Bisogna smettere di litigare: ci sono troppe cose da fare. Nonostante il territorio comunale di Lamezia Terme abbia risorse ed un potenziale altissimo, troppo spesso abbondano solo polemiche, lamentele e critiche. Con risultati sotto gli occhi di ognuno di noi. Chiunque, ed in modo particolare chi ha figli, dovrebbe riflettere su tutto ciò. Bisogna invertire la marcia. Ragionare rispettandosi. Confrontare e discutere costruttivamente di progetti, verificarne la fattibilità, la sostenibilità, le prospettive. Insomma, pianificare il nostro futuro. Ma soprattutto, collaborare per attirare ricchezza, aiutare le imprese, vero fulcro dell’economia e del lavoro, a nascere e crescere, implementare gli uffici comunali, a partire da un ufficio progettazione europea e finanziamenti, pianificare programmi di crescita culturale, sostegno ai meno abbienti e tanto tanto altro. Stante la vastità delle cose si che possono e dovrebbero essere fatte, perdere tempo a bisticciare è un peccato. Bisognerebbe mettere da parte i personalismi e gli interessi dei singoli, e lavorare per il benessere comune. Dando la possibilità ad ognuno di contribuire nei limiti di tempo e competenze che ha».
«Noi Siamo ambiziosi: una grande Lamezia Terme si può verificare», conclude Andrea Falvo, ricordando che gli  artefici di Città delle idee si confrontano “quasi di nascosto”, definendoli “carbonari”, si riuniscono dopo il lavoro, «perché bisogna recuperare anche la cultura del sacrificio per avere risultati, per riscoprire l’orgoglio di essere figli di un territorio che non può essere solo memore di delusioni, bisogna recuperare tutti quegli spazi lasciati a persone disoneste per riscattarle. Nei prossimi mesi si continueranno ad organizzare riunioni tematiche per sviluppare il progetto con le persone che hanno capito che Città delle idee vuole aumentare il livello politico».
Nel corso della presentazione si è parlato di CROWDFUNDING (o “finanziamento collettivo” on line. E’ un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni) col Dr. Marco Lombardo, una delle tante eccellenze Calabresi impiantato al nord e attuale vicesegretario del PD di Bologna: l’innovativo sistema di finanziamento  di reperimento fondi che consente di raccogliere risorse economiche, fuori dai circuiti bancari, per sostenere iniziative economiche e sociali.
Ma prima della spiegazione dell’innovativa ricerca fondi, il vicesegretario del PD di Bologna racconta brevemente la sua storia: la storia di «un semplice calabrese che ha sempre avuto la passione della politica ma ha iniziato relativamente tardi, a 28 anni, a Bologna. Per fare politica bisogna avere un proprio mestiere perché la politica non è un lavoro, è un prestare il proprio servizio ad essa».
Passando alla spiegazione del crowdfounding Lombardo ha precisato che «Il problema non è la partecipazione, è il coinvolgimento. Ciò che importa non è la raccolta di fondi, è l’interazione dei cittadini alla “buona” politica. Ed è proprio il coinvolgimento, o se vogliamo la fiducia in un progetto, ad essere alla base del Cowdfounding: il sistema prevede la proposta, su una piattaforma dedicata, di un progetto alla cui futura realizzazione tutti possono partecipare versando un libero contributo che, in caso di realizzazione, sarà eventualmente riconosciuto e premiato. La sfida che lancia il crowfounding è ristabilire la fiducia tra cittadini e politica. Realizzare dei progetti sociali che permettano alle persone di sentirsi parte del progetto”.  
L’esperto ha poi descritto gli innumerevoli progetti già realizzati attraverso il Croudfunding: «un corso di formazione politica, il restauro di beni culturali in stato di degrado, l’abbattimento delle barriere architettoniche in alcuni luoghi della politica, la possibilità di esplorazione tattile per non-vedenti di alcuni monumenti architettonici attraverso strumentazione in 3D. Tutti temi socialmente sentiti che hanno cementato il rapporto di fiducia fra chi propone il progetto e chi lo finanzia».
E l’incontro termina con l’importante affermazione: «La grande sfida di oggi è provare a pensare al passato con meno nostalgia e al futuro con più partecipazione».