COMUNE: l’assessore al Bilancio Antonino Costantino spiega come è avvenuto il ripiano e la nuova politica fiscale che non penalizza i cittadini meno abbienti

Poi c’è il capitolo dei debiti fuori bilancio ed i conseguenti pignoramenti. Costantino: «Sono stati riconosciuti con lo strumento previsto dal Testo unico sugli enti locali». Agli altri quattro rilievi della magistratura, cioè disavanzo d’esercizio 2012, debiti fuori bilancio, pignoramenti, debiti verso Multiservizi e squilibrio di competenza 2013, l’assessore dichiara che «s’è fatto fronte con la delibera 166/2013, quella approvata dal consiglio comunale sulle controdeduzioni alla Corte, votata contestualmente al bilancio, che ha preso 16 voti a favore e nessuno contro, perchè parte dell’opposizione s’è allontanata dall’aula».
Costantino risponde anche ai conti fatti dal consigliere d’opposizione Raffaele Mazzei. Dichiara: «Mi fa specie vedere computare in un singolare assioma di “buco di bilancio” anche l’ammontare dei mutui con la Cassa depositi e prestiti o i prestiti obbligazionari. Sarebbe come valutare un’azienda solo sommando il passivo, senza considerare attivo, circolanti, merci, crediti e altro».
L’assessore passa alla questione fiscale, ricordando che il Comune non ha applicato la Tares per quest’anno «che in altre città sta costando a famiglie e attività produttive seri problemi di sostenibilità». E l’Imu? Spiega: «È stata portata all’1,06% sugli altri immobile e sulla seconda casa, solo se non sia concessa in uso ad un parente in linea retta, perchè l’Imu sulla prima casa e sulle pertinenze continua ad essere esente per quest’anno, ed il governo centrale sta stanziando i fondi per l’esenzione della cosiddetta mini-Imu entro il 24 gennaio».
Poi l’addizionale Irpef. L’assessore chiarisce: «Se ci si degnasse di leggere le deliberazioni che si portano all’attenzione dei consiglieri, si capirebbe che è del tutto errato affermare che i contribuenti nel 2012 sc ontassero sul proprio reddito un’aliquota dello 0,35% e che oggi verrebbe portata allo 0,8%. Infatti», aggiunge Costantino, «l’unico scaglione di reddito che lo scorso anno subiva un’aliquota dello 0,35% era il primo, quello fino a 15 mila euro. Adesso il reddito di questi contribuenti, con l’adozione dell’aliquota approvata dal consiglio, viene completamente esonerato. Come dire: i più poveri non devono pagarla affatto».
Antonino Costantino prosegue: «La misura adottata inoltre crea una platea di 23 mila cittadini esenti su un totale di 39 mila contribuenti, cioè molto più della metà dei lametini, il 59%».
L’assessore conclude: «Mi sembra opportuno e non corretto fornire ai nostri concittadini notizie false, non argomentate e prive di ogni riferimento, che hanno come unico effetto quello di iniettare una dose di terrorismo informativo che non giova a nessuno. La chiareza espositiva in questi casi è l’unico dovere d’informazione utile, che possa illustrare dati e fatti utilizzabili per una dialettica e un confronto costruttivi». (Gazzetta del sud – V.le.)