COMUNE: nuova giunta ma solo se non arriva il dissesto

Speranza ha detto che sta pensando a due cose, per il momento. Se il dissesto arriverà il Comune farà ricorso alla sezione centrale della Corte dei conti: nella seconda ipotesi l’ente adotterà un Piano di rientro decennale. In attesa di capire se le stesse norme previste dal decreto “Salva Roma” approvato ieri in consiglio dei ministri, potranno essere estese anche agli altri comuni italiani in difficoltà finanziarie. Che sono proprio tanti.
«L’unico motivo perchè rimango è quello di evitare il dissesto». ha sottolineato Speranza. Che non ha colpevolizzato i funzionari comunali per non aver aspettato le relazioni della magistratura contabile.
«Avremmo potuto fare come Cosenza, dove hanno varato un piano di rientro in dieci anni» ha spiegato, «ma ho troppo rispetto per questo incarico che per due volte m’hanno dato i cittadini per andarmene senza sistemare le cose ancora in sospeso»
Seguiranno le polemiche del “ve l’avevamo detto” oppure quelle ancora più esplicite del “sapevamo che era un bluff”. Il sindaco lo sa bene. Ha messo le mani avanti: «A questo punto c’è solo la legge: se nelle dichiarazioni ci sono toni offensivi scatteranno le querele. Perchè Pdl, Ncd, Udc e dissidenti di sinistra fanno a gara a chi può fare più male».
L’annuncio del ritiro delle dimissioni si concretizza con la consegna di una lettera al segretario generale Cesare Pelaia. Ma in attesa della decisione della Corte dei conti c’è stata un’altra tegola caduta sulla testa del primo cittadino: la sentenza del Tar sulla vicenda “Borgo antico”. L’outlet che voleva costruire la Icom in località “Stretto” era legittimo, e secondo i giudici amministrativi il Comune dovrà pagare i danni al presidente Floriano Noto ed a tutti i soci dell’azienda catanzarese. Loro chiedono 53 milioni, ma saranno i periti ad accertare a quanto ammonta il danno. Se ne parlerà nella prossima estate. Potrebbe trattarsi di un’altra emergenza al Municipio.
«La vicenda Icom è nata molto prima che arrivassi, lo sapete tutti», ha spiegato Speranza, «dal 2001 al 2004, io invece arrivai nell’aprile del 2005. In quell’occasione lavorarono i commissari prefettizi. Ci sono comunque decine di imprenditori che si lamentano di non aver potuto mai fare niente in Via del Progresso, poi arriva un imprenditore da Catanzaro e costruisce un grande centro commerciale». Ma di quell’outlet non c’è nemmeno l’ombra. Perso un investimento di 40 milioni di euro, tutti privati, e 500 posti di lavoro a regime, molti dei quali riservati ai residenti lametini. Chi ci ha perso? E chi invece ci ha guadagnato?
Il sindaco ieri ha ricordato che se non fosse stato approvato il bilancio non esisterebbe più quest’amministrazione: «È meglio che ci siano un sindaco, come oggi, oppure che arrivino i commissari prefettizi dopo lo scioglimento del consiglio? In altre città calabresi non sarebbe successo che ci sono persone che puntano esclusivamente sul dissesto per far cadere l’amministrazione, e non pensano invece a salvaguardare i cittadini». (Gazzetta del Sud – V.le.)