Costituito il comitato spontaneo per l’attuazione della Riforma della Fondazione Terina (Ente partecipato dalla Regione al 100%)

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2. Dopo le modifiche statutarie, per garantire il corretto funzionamento della Fondazione, nonché i livelli occupazionali esistenti, l’organo preposto provvederà alla ripartizione del personale che dovrà garantire le attività di cui al comma 1 e di quello necessario che si occuperà della gestione del patrimonio da trasferire in altri enti, aziende e società regionali.
3. Sono abrogati i commi 6 bis, 6 ter dell’articolo 2 della legge regionale 17 maggio 1996, n. 9 (Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l’organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell’esercizio venatorio).

Le critiche dei lavoratori si appuntano su un regime di “doppio binario “che la dice lunga su una gigantesca e intollerabile ambiguità giuridica di fondo, che la Regione non vuole eliminare, malgrado la legge parli chiaro.
La Fondazione è, infatti, un ibrido costituito da alcuni laboratori di ricerca e da una società immobiliare de facto, la quale incamera i fitti di alcuni enti e imprese insediate presso i suoi stabili.
La legge di riforma varata nel maggio scorso, dice però che la Nuova Terina deve occuparsi solo di ricerca: non può fittare capannoni.
Ne discende che gli stabili – uno dei quali ospita il call center dell’ Infocontact – e l’intero Centro convegni, in quanto attività produttive (e non di ricerca) debbano essere trasferiti ad altre agenzie o enti regionali insieme alla corrispondente dotazione di personale.
Peccato che da otto mesi a questa parte nulla di tutto ciò stia avvenendo, sebbene le finanze-horror della fondazione impongono di correre subito ai ripari e di applicare quanto disposto nel merito dalla legislazione regionale.
Non solo, a nostro parere parte delle modifiche statutarie adottate dall’organo commissariale insieme ad una relazione tecnica (dalla quale si evincerebbe l’auspicio di mantenere tutta la dotazione immobiliare in capo alla nuova Fondazione), contrasterebbe con lo spirito del dato normativo, (comma 2- art.13) che non consente adagiamenti o peggio soluzioni fantasiose , anche perché la Terina perde 3000 euro al giorno.
Bisogna operare il trasferimento del patrimonio e del personale . Subito, senza ambiguità e senza ammantare di scientifico ciò che non lo è.
Ragion per cui , è giunto il momento di evidenziare con forza una vicenda che sta avendo conseguenze drammatiche sulla vita di ben 41 madri e padri di famiglie.
Una vicenda non priva di contrasti grotteschi.
Giova ricordare, al riguardo, che da una parte la Fondazione gestisce un sontuoso progetto di 14 milioni di euro “Food @ Life”, le cui risorse – essendo vincolate- ovviamente non possono essere destinate al pagamento degli stipendi e degli arretrati, mentre dall’altra c’è una comunità di lavoro esasperata e ormai allo stremo che non riceve risposte alle elementari domande di futuro e di un minimo di recupero della serenità economica.
In compenso, si vaneggia di ipotesi di Corsi professionali a “beneficio” dei dipendenti e di altre soluzioni lontane anni luce dalla ratio di una legge che temiamo non tutti vogliano applicare.
Chiediamo l’istituzione immediata di un tavolo tecnico permanente tra Regione- Sindacati-Fondazione che abbia il compito di attuare una legge già peraltro esistente e non di vararne un’altra o , peggio, di inventarsi soluzioni lunari.
Diversamente, di concerto con i sindacati , valuteremo misure di protesta e di lotta dura e determinata.