CURINGA: Imu e Irpef rimangono inalterate. Impegni elettorali rispettati

«D’altronde il riconoscimento di debiti fuori bilancio (in questo caso obbligatorio) non è una bizzarra iniziativa di quest’amministrazione», argomenta l’esponente della giunta, «ma un’attività imposta dalle norme legislative e regolamentari, indispensabile per evitare ulteriori aggravi di oneri con gli immaginabili effetti negativi sulla stabilità economico-finanziaria dell’ente e sulla sua capacità di spesa qualificata. Inoltre quest’anno il Comune è stato sottoposto al pagamento di una sanzione per il mancato rispetto del patto di stabilità sforato nel 2010».
Continua Maiello: «Nel breve lasso di tempo dall’insediamento avvenuto nel maggio scorso fino ad oggi l’amministrazione è riuscita a definire diverse situazioni debitorie e ultimamente a portare in consiglio e ad approvare la transazione di una procedura esecutiva ai danni del Comune derivante da consistenti debiti contratti in precedenza», prima che Domenico Pallaria assumesse la carica di primo cittadino curinghese, peraltro «enza copertura finanziaria».
La seduta consiliare per l’approvazione del bilancio s’è interessata pure di Imu, Irperf e Tares, nuovo tributo comunale sui rifiuti. In proposito Maiello sottolinea che «nonostante le difficoltà economiche dell’ente, l’amministrazione ha ritenuto di non dovere inasprire le aliquote Imu e Irpef, rimaste invariate rispetto all’anno scorso, mentre ha dovuto adeguarsi alla normativa sulla Tares non disponendo dei fondi necessari a finanziare l’applicazione della vecchia Tarsu, dovendo in ogni caso, come stabilito dalla legge, recuperare il 100% del costo del servizio, così come quantificato lo scorso 31 dicembre». Aggiunge il vice-sindaco: «L’applicazione della Tares semplificata ha consentito all’amministrazione di modificare i coefficienti, stabiliti dalla norma in base al principio che chi inquina paga, rendendo la tassazione più equa. Nello specifico è stata ridotta la tassazione per le famiglie numerose (di 5 o più componenti), che risultano maggiormente colpite dalla nuova tassa e che nella nostra realtà, purtroppo, sono monoreddito. Ridotta, rispetto alla norma, pure la tassazione per esercizi-commerciali, come pescherie e ortofrutticoli, che avrebbero rischiato di vedersi quadruplicata la tassazione, quindi di chiudere l’attività, stabilendo per queste categorie il tetto massimo del 100%, oltre il quale non scattano ulteriori aumenti».
In sostanza con la Tares il Comune dovrà incamerare 650 mila euro di costo del servizio, facendo pagare alla famiglie da un minimo di 72 euro a un massimo di 244 euro, e alle attività commerciali da un minimo di 49 centesimi di euro a metro quadrato ad un massimo di 2,56 euro a metro quadrato. (Gazzetta del Sud – G.ro.)