Dal consigliere Gianfranco Spinelli dubbi sulla legittimità delle dimissioni di Cosentino

Reputo che la creduta autenticazione della firma “Giuseppe Cosentino” (che lì appare), quale operata dalla Dott.ssa Alessandra Maddaloni Paggi (giusta il timbro dell’Azienda Universitaria di Ancona ivi presente), non integri autenticazione alcuna, sia per il difetto, in capo al detto sanitario, della potestà di autenticare sottoscrizione di sorta (al fine della presentazione di dimissioni da carica di consigliere comunale), sia perché l’autorenon è neppure identificato (l’identità di chi abbia vergato la sottoscrizione, siccome corrispondente alla persona di Giuseppe Cosentino, non risulta, infatti, attestata in alcun modo), né è attestato se (o che) la sottoscrizione sia intervenuta in presenza della Maddaloni (in tesi ufficiale certificante), ed invero, questo, appunto, è non di meno necessario perché la firma sia validamente ed efficacemente autenticata.

Giuridicamente affermo, dunque, che la ritenuta autenticazione non ha assunto alcun valore e non ha prodotto effetto come tale.

Secondo legge, pertanto, le cosiddette dimissioni di cui si discutesono rimaste come mai pervenute.

Ma non è di diritto che intendo qui trattare: ciascuno si faccia da sè la propria opinione sulla bontà o meno dell’autenticazione in discussione, quale espressa nel documento che allego.

Evidenzio, invece, che, in esito a ricerca personalmente svolta presso l’archivio del Comune, ufficio Protocollo generale, ho scoperto, in data odierna, che il documento contenente le ribadite cosiddette dimissioni del consigliere Cosentino, è unicamente pervenuto all’Ente a mezzo fax (dal numero 071-59….), accompagnato da copia dl documento identificativo (non del Cosentino, ma) della citata Dott.ssa Maddaloni.

La schermata del protocollo telematico del Comune, di cui (come doc. 2) allego copia attestata conforme a quanto risulta dal sistemainformatico dell’Ente, certifica che ciò che lì è definito il“documento” pervenuto a protocollo (l’atto contenente le cosiddette dimissioni) ed assunto al numero 80659 (in data 13 dicembre 2013), con “Oggetto … trasmissione formali dimissioni consigliere giuseppe cosentino”, è stato acquisito, quanto alla voce “Tipo spedizione” come mero fax(in entrata per l’Ente) e,quanto alla voce “Corrispondente”, con indicazione “ … Persona… Cosentino Giuseppe Cons.”.

La registrazione giornale dello stesso protocollo telematico, di cui produco copia, pure questa attestata conforme a quanto risulta dal sistema (doc. 3 allegato) evidenzia che il citato documento (il noto fax) è stato inserito dall’addetto identificato come a.giovinazzo, il 13 dicembre 2013, e poi meramente visualizzato da e.dippolito (in pari data) e quindi da c.pelaia il 16 nonchè da n.aiello il 17 dicembre.

Ebbene, l’art. 38, comma 8, del Testo Unico Enti Locali, stabilisce, ai primi due incisi: “Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al rispettivo consiglio, devono essere presentate personalmente ed assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione. Le dimissioni non presentate personalmente devono essere autenticate ed inoltrate al protocollo per il tramite di persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a cinque giorni”.

Come si può constatare:

la legge richiede che le dimissioni siano o presentatepersonalmente oppure inoltrate … per il tramite di personadelegata, ed invece, nel caso che interessa, sono state inviate a mezzo fax (non, dunque, personalmente o per il tramite di persona delegata);

la legge impone, che, se non presentate personalmente, le dimissioni vadano inoltrate per il tramite della persona che sia stata delegata (che dunque deve recarsi ella, personalmente, al protocollo dell’Ente), ed invece, nel caso che interessa, il fax risulta spedito da utenza con il prefisso di Ancona, e le cosiddette dimissioni a mezzo fax sonoaccompagnate dal documento di identità della Dott.ssa Maddaloni (che certo non è né il consigliere Cosentino, né la persona che figurerebbe da lui delegata alla presentazione nelle dimissioni stesse, sempre che fosse intervenuta valida autenticazione della firma);

la legge impone che, se non presentate personalmente, le dimissioni siano manifestate con sottoscrizione autenticata e presentate al protocollo dell’Ente per il tramite di persona a sua volta delegata con atto (pure quello) autenticato, ed invece, nel caso che interessa, manca una valida ed efficace autenticazione della unica sottoscrizione del consigliere Cosentino (che andrebbe riferita sia alle dimissioni che alla delega).

La Giurisprudenza amministrativa è chiara nel senso che, “La protocollazione delle dimissioni … fa sì che la dichiarazione di volontà del dimissionario esca dalla sua sfera di disponibilità, dal momento in cui viene registrata, assumendo una propria ed immodificabile rilevanza giuridica idonea – da quel momento – a produrre – tra l’altro – l’effetto della successiva surrogazione dei consiglieri dimissionari da parte dei rispettivi consigli (cfr. Cons. St., sez. V, n. 5157/2004 cit.). Corollario di quanto sopra esposto è che ai fini della validità ed efficacia di tale atto ciò che conta è solo la sua regolarità formale, mentre non rileva in alcun modo la volontà del dimissionario ed i vizi da cui essa eventualmente sia affetta; “ (cfr. Cons. Stato Sez. V, Sent., 17-11-2009, n. 7166).

Di fronte a tutto ciò, come sia potuto accadere che atto di pretesedimissioni così manifestamente irregolare (e dunque senza effetto)sul piano formale (unico che importa) sia stato, invece, fattopassare per buone dimissioni, a maggioranza di consiglio comunale, è cosa che, attualmente, deve essere rimessa allo spirito critico di ciascuno.

E posto che (pure qui con la Giurisprudenza amministrativa) i rigori formali richiamati sono imposti dal legislatore a tutela del consigliere delle cui dimissioni si discuta, perché quei rigori formali hanno lo scopo di garantire l’autenticità e la spontaneità dell’atto di dimissioni” (cfr. Cons. Stato Sez. III, Sent., 27-03-2013, n. 1730), allora la vulgata che si vuole fare passare, quella cioè secondo la quale il porre in discussione la validità dell’atto propinato in consiglio comunale come dimissioni del consigliere Cosentino sarebbe bieco attacco nei confronti di quest’ultimo, costituisce essa medesima menzogna marchiana.

Menzogna inescusabile, che offende chi la proferisce prima ancora dei protagonisti ivi considerati, e della comunità cui essa è rivolta, comunità che non da simile vulgata si farà certo distrarre dal cuore del problema, che cioè l’atto fatto passare (a maggioranza diconsiglio comunale) come valide dimissioni del consigliere Cosentino, non è, in verità, mai stato tale.

Un post scritto a questo punto, il mio, non casuale sulla SACAL, per stigmatizzare come, di fronte ai noti problemi di tale società, i consiglieri Crapis e Palazzo, tanto solerti a menzionarlaa sproposito quando (come consueto privi di argomenti) si rivolgono a me, che della SACAL non ho fatto parte, sono rimasti,e restano tuttora, per il resto, muti e silenti.

Allegati come sopra.Gianfranco Spinelli

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