Emilio Vescio – Progetto Lamezia: “La sanità? E’ di Chirillo e Chirumbolo

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Quali sono, dunque, i veri mali che affliggono la sanità? E cosa si sta facendo per eliminare questi mali? Diagnosi certa, farmaci introvabili! Perché?
Prendendo in esame la distribuzione territoriale di questo malessere, ci accorgiamo che nel Sud si sfiora il 42%. Per la qualità dei servizi erogati, la Calabria, fanalino di coda, è al 170° posto.
E’ intuibile, quindi, che ingerenze politiche, conflitti d’interesse che interagiscono con le nomine, costi differenziati delle forniture, appalti veicolati, aumentano a dismisura l’opacità e la nebulosità della sanità, quella calabrese in particolare. E i “ticket” galoppano sempre più e le tasche degli italiani si svuotano…
Fatta questa breve premessa, doverosa per ricordare i mali endemici della sanità, vorrei brevemente soffermarmi sulla conferenza stampa, ideata, preparata e voluta dal dr Gerardo Mancuso, a seguito degli avvenimenti di queste ultime settimane, non ultimo la paventata chiusura del Centro Trasfusionale del nostro presidio ospedaliero.
Già il tavolo di presidenza la dice lunga: Mancuso (direttore generale nominato dalla Giunta Scopelliti), Talarico (Presidente del Consiglio regionale), Magno (consigliere regionale), Chirillo (consigliere comunale e capogruppo UDC) e Chirumbolo (consigliere comunale e capogruppo FI). Dimostrazione plastica, la composizione di questo tavolo di presidenza, di come la sanità, in Calabria, sia gestita dal centro-destra.
Sorprende e meraviglia la presenza dei consiglieri comunali Chirillo e Chirumbolo, sovente “primi attori” in consiglio comunale a difesa della sanità calabrese e presenti, tra l’altro, al sit-in organizzato al Centro Trasfusionale, i quali, come due agnellini e con continue ed evidenti espressioni di assenso, plaudivano al “dire” del dr Gerardo Mancuso e dei rispettivi superiori, onorevoli Talarico e Magno.
Chirillo e Chirumbolo farebbero bene a dimettersi: non sono degni di rappresentare i propri elettori in seno al Consiglio comunale.
Comme d’habitude, il dr Gerardo Mancuso, nella sua conferenza stampa, seguendo un copione che ormai conosce a memoria e avvalendosi di slide, tra l’altro pregne di dati tecnici e di riferimenti normativi, partendo da molto lontano, sfiora lievemente i veri e cocenti problemi della sanità calabrese e, in particolare, lametina. Invoca il “contenimento” dei costi impostogli dal Governo. Certamente questa direttiva non vuol significare minimamente una negativa incidenza sulla qualità dei servizi. Tutt’altro! Durante il suo “excursus” sanitario non ha fatto altro che magnificare i risultati ottenuti, economici e non, evidenziando i complimenti ricevuti durante una recente visita ispettiva presso il nostro presidio ospedaliero. Al riguardo viene spontaneo chiedersi: ma il “San Raffaele” rispetto al “Giovanni Paolo II” è poca cosa! Riferendosi alla paventata chiusura del Centro Trasfusionale, riferisce che sono state diffuse notizie allarmanti e che avrebbe presentato alla Procura della Repubblica una serie di denunce sul malaffare che ruota intorno al Centro Trasfusionale.  A che pro, quindi, la direttiva sul Centro Trasfusionale di Lamezia Terme da parte dello zelante ed integerrimo dirigente regionale?
Alla fine della conferenza stampa, forse perché incalzato dai rappresentati dei Comitati e delle Associazioni, ha ammesso che i servizi vanno di più attenzionati e migliorati.
Mi auguro che presto possa finalmente ascoltare gli addetti ai lavori impegnandosi seriamente di porre fine, una volta per tutte, a molte anomalie che regnano sovrane nel “pianeta” della sanità calabrese.
Una cosa è certa: se l’Amministrazione comunale, unitamente ai vari Comitati ed Associazioni non avessero sollevato il problema, molto probabilmente questa conferenza stampa non si sarebbe mai tenuta.
L’attacco, poi, da parte degli onorevoli Talarico e Magno, al sindaco Speranza e al Presidente del Consiglio, ing. Francesco Grandinetti, per avere volutamente strumentalizzato a fini elettorali quanto successo in queste settimane, non regge proprio perché le cose dette quella sera gli interessati le ripetono da molto tempo ormai senza che gli interlocutori si siano mai mossi dalle loro certezze.
Che dire di questa inaspettata conferenza stampa? Non è stata, forse, ideata, voluta e preparata per soli fini elettorali?
E se è vero, per come afferma l’on. Magno, che i Comitati e le Associazioni sono importanti e vanno ascoltati perché raccolgono le istanze dei cittadini, come mai sono stati quasi sempre ignorati e mai presi in considerazione da parte di chi di dovere?
Come si può ricostruire una sanità se vengono continuamente disattese le istanze di Comitati, biasimando anche le iniziative intraprese dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio?
Si preferisce, anziché  intervenire ad un consiglio aperto sulla sanità, presenziare alle varie sagre (v. quella della “pizza” organizzata dal Comune di Conflenti).
E’ vero: la sanità, in Calabria, è una “pizza” mal lievitata!
Emilio Vescio, consigliere comunale di “Progetto Lamezia”.