Fabrizio Muraca, lista Oliverio presidente: Trasferimento CUP (Centro Unico Prenotazione) dagli uffici lametini a Catanzaro. L’ospedale di Lamezia continua a perdere pezzi!

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Il paradossale sta nel fatto che l’ufficio è già a Lamezia, quindi non bisogna individuare nessuna “altra sede”, così come è ancora incomprensibile questa scelta, dato che il Cup processa le prenotazioni che vengono effettuate nelle strutture sanitarie dell’Asp e che per l’80% riguardano le prestazioni eseguite nell’ospedale di Lamezia Terme, che è il più grande nosocomio appartenente all’Asp di Catanzaro. Gli unici ospedali dell’Azienda sanitaria provinciale sono infatti quello di Lamezia, quello di Soverato e quello di Soveria Mannelli, mentre a Catanzaro ci sono solo due distretti con gli ambulatori. Non si comprende quindi questo atto voluto da Catalano, su proposta della responsabile del Cup Beatrice Felicetta, se non quello di voler accentrare gli uffici a Catanzaro, quando a Lamezia ci sono strutture di proprietà, quindi dove l’Asp non paga neanche il fitto, uffici che sono nuovi, ampi, di pregio e non angusti come nel capoluogo.

Un ennesimo scippo perpetrato ai danni della città, da parte di una gestione negativa della sanità, voluta tra l’altro da Catalano, che è un dg facente funzioni, quindi neanche nel pieno delle sue prerogative, e che a giorni, si spera, verrà sostituito dalla nuova amministrazione regionale.

Oltre al trasferimento del Cup, c’è un’altra questione ancora più allarmante, e riguarda i soldi che l’Asp ha deciso di pagare per la manutenzione e l’assistenza del Cat@Hospital, che ammontano ad oltre 300mila euro. Anche questa delibera (n. 880), fatta nello stesso giorno del trasferimento del Cup, e cioè il 4 dicembre, porta la firma di Catalano. In particolare il dg f.f. ha approvato l’offerta della società Engineering, che ha sede legale a Roma e il cui funzionario commerciale che ha proposto la pratica è Vincenzo Zito, di acquistare i servizi di assistenza e manutenzione software per 3 anni alla modica cifra di 187.500 euro e di acquistare anche i servizi professionali di assistenza necessari a garantire il supporto al progetto, l’assistenza e attività di presidio on site per un solo anno, per un costo di 84.200 più Iva.

L’anomalia è che l’Asp sta già pagando un’altra società che si occupa di manutenzione del software. A questo punto mi chiedo se questa delibera del dg f.f. Catalano non sia un aggravio di spesa e quindi un aggravio economico per l’Asp di Catanzaro. Una questione che di certo sarà attenzionata dalla Corte dei Conti. Fabrizio Muraca