Fiducia con 316 si’, polemiche sui radicali Bersani: ‘Perdono pezzi, il governo morira’

La Camera ha confermato la fiducia al governo. I voti a favore sono stati 316, 301 i contrari. La maggioranza richiesta era di 309 voti. I votanti in tutto sono stati 617. Il risultato è stato accolto da un forte applauso dai deputati di maggioranza. Cinque deputati radicali hanno partecipato alla votazione sulla fiducia nell’Aula della Camera. I Radicali, gli unici dell’opposizione a rispondere alla prima chiama, hanno votato tutti contro la fiducia. Né Luciano Sardelli né Santo Versace hanno risposto alla seconda chiama della votazione sulla fiducia in corso nell’Aula della Camera. Claudio Scajola ha votato la fiducia. Con l’ottenimento di 316 sì al voto di fiducia, il governo si è assicurato la maggioranza assoluta della Camera che conta 630 deputati. Seppur di un solo voto, dunque, l’Esecutivo si è dimostrato autosufficiente. Tanto da rendere ininfluente al fine del raggiungimento del numero legale (strategia portata avanti dalle opposizioni fino ad oltre la metà della seconda chiama) la partecipazione al voto dei radicali che non hanno seguito le indicazioni del loro gruppo di appartenenza (il Pd).

VOTO RADICALI ‘TRAINA’ NUMERO LEGALE – I radicali sono stati determinanti per la tenuta del numero legale durante il voto di fiducia al governo creando una sorta di ”effetto traino’ per quota 315. Il primo deputato radicale che ha votato e’ stato Marco Beltrandi, per 298/o. Dopo di lui ci sono stati gli altri voti radicali e 14 della maggioranza.

BERLUSCONI, SVENTATO TRUCCO OPPOSIZIONI – “Avrò la fiducia dopo aver sventato la figuraccia dell’opposizione che ha sbagliato i suoi calcoli mettendo in atto i vecchi trucchi del più bieco parlamentarismo e offrendo una immagine su cui gli italiani rifletteranno”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi. ”Abbiamo sventato l’agguato che hanno tentato di portarci per non farci raggiungere il numero legale, secondo un trucco del piu’ bieco vecchio parlamentarismo” ha ribadito il premier dopo il voto di fiducia, parlando con i giornalisti in Transatlantico. ”Siamo a quota 316 perche’ da 318 che eravamo, con 2 dei nostri impediti a venire, siamo a 316”, ha detto il premier in Transatlantico dopo il voto di fiducia. “Ho un appuntamento, già previsto, con il capo dello Stato dopo il consiglio dei ministri di oggi ma su temi non attinenti”, ha detto Berlusconi rispondendo a chi gli chiedeva se salirà al colle dopo il voto. LANCI UOVA ALLA CAMERA – L’esito della votazione alla Camera é stato accolto con un lancio di uova da parte dei giovani ‘indignati’ che stanno protestando con un sit-in in piazza Montecitorio. La piazza è superblindata dai mezzi delle forze dell’ordine. I manifestanti urlano ‘vergogna’ e ‘ci vediamo in piazza domani’. Dopo il lancio di uova in piazza Montecitorio, i manifestanti hanno bloccato Via del Corso, all’altezza di via di Pietra. I manifestanti si sono seduti in terra bloccando il traffico, poi sono ripartiti in corteo verso il Palazzo delle Esposizioni. I giovani hanno annunciato che resteranno in presidio sulla scale del Palaexpo dopo aver sfilato per le strade del centro.

BERSANI, GOVERNO MORIRA’ DI FIDUCIA – ”Il governo morira’ di fiducia e l’alternativa ora e’ rafforzata”. Lo dice il segretario del Pd Bersani commentando il voto della Camera.

ALFANO, MAGGIORANZA NUMERICA E POLITICA PIU’ FORTE – ”Una fiducia a numeri pieni: abbiamo la maggioranza numerica e politica”. Cosi’ il segretario del Pdl Angelino Alfano, dopo il voto di fiducia. Il governo ”esce rafforzato e prosegue nell’attivita’ di governo e nelle riforme”, aggiunge. Insomma, la maggioranza e’ ”certamente piu’ forte”.

CASINI: VOTO PIU’ VICINO NOI SIAMO PRONTI, PREMIER ULTIMO MOHICANO – “Noi siamo pronti ad andare al voto”. Lo dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini secondo il quale, da oggi sono più vicine le elezioni. “Bisogna dare atto al presidente del Consiglio: il suo obiettivo è quello di andare avanti per qualche settimana ed arrivare allo scioglimento delle Camere e al voto nei primi mesi del 2012. Il voto – ha aggiunto – è più vicino”. “Quella sulla fiducia è una vittoria scontata ma è una vittoria di Pirro perché nulla lascia presagire che da domani il governo riuscirà a governare”. Lo dice il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che aggiunge: “Berlusconi è l’ultimo dei mohicani, l’unico a credere che 316 voti gli risolvano i problemi”.

FRANCESCHINI, A OGNI FIDUCIA PERDONO PEZZI – ”E’ evidente che ad ogni voto di fiducia perdono pezzi. Noi ci proviamo ogni volta e loro per giorno avevano detto che erano 320, 322… ogni voto di fiducia calano di 1,2,3. Di questo passo non siamo molto lontani”. Cosi’ il capogruppo Pd, Dario Franceschini, commenta l’esito del voto di fiducia.

MARONI, ANCHE DA PADANO APPREZZO CABALA SUL 14 – “Pur essendo padano mi piace questa cabala del 14”. Così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, commenta scherzando la coincidenza del numero 14, stesso giorno in cui nel dicembre di un anno fa il governo aveva ottenuto la fiducia dopo lo strappo con Gianfranco Fini. Il governo ora va avanti? “Certo, yes!”, risponde allegro il ministro.

RADICALI, NOI NON DETERMINANTI NE’ PER NUMERO LEGALE NE’ PER FIDUCIA – ”I deputati radicali sulla fiducia al Governo Berlusconi hanno votato contro. Lo hanno fatto non appena e’ finita una riunione che si e’ resa necessaria dopo che, alle 9,30 circa del mattino, Dario Franceschini ci ha comunicato – come se fossimo a sua disposizione – le intenzioni delle opposizioni di tentare di far mancare il numero legale”. Lo scrive in una nota il deputato radicale Maurizio Turco spiegando che dopo aver discusso e’ stato deciso di ”partecipare al voto per gli stessi motivi per i quali avevamo partecipato ai lavori d’aula di ieri e cioe’ il rispetto delle Istituzioni e della funzione parlamentare. Come sempre, da sempre”. Una decisione presa, aggiunge, ”sapendo anche di correre un rischio: quello di non avere la possibilita’ di informare i cittadini, di spiegare i fatti. In relazione alle supposizioni fantasiose che hanno cominciato a circolare – sottolinea Turco – invitiamo a prendere atto che il Presidente constata la presenza o meno del quorum alla fine delle votazioni (e non alla prima chiama)”. Alla fine della seconda chiama i numeri – Presenti e votanti 617, Maggioranza 309, si’ 316, no 301 – dimostrano, secondo Turco, che i 5 radicali ”non sono stati in alcun modo determinanti: ne’ al raggiungimento del quorum ne’ a quello della fiducia. Per chi nella giornata di oggi – conclude – con qualsiasi mezzo dovesse diffondere o rilanciare notizie false e tendenziose preannunciamo il ricorso all’autorita’ giudiziaria” (ANSA)