Francesco Talarico replica a SEL: Lamezia libera

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Le conseguenze della sua sciagurata gestione sono sotto gli occhi di tutti i lametini.
Si consegna alla futura amministrazione una situazione disastrosa che imporrà seriamente di rimboccarsi le maniche e che graverà anche sulle tasche dei cittadini.
Ciò deriva anche dal fatto, personalmente registrato in questi anni, che da parte dell’amministrazione comunale di Lamezia è stato portato avanti un atteggiamento di intenzionale chiusura, di totale assenza di collaborazione.
Nel tempo la verità si è imposta e sono stati svelati i reali progetti del “buon” Gianni Speranza. L’obiettivo palese del sindaco, che coltivava il sogno, poi rovinosamente infranto, di candidarsi alla Presidenza della Giunta regionale, era quello di svalutare agli occhi dei lametini l’operato che l’amministrazione regionale dell’ultimo quinquennio aveva realizzato a favore della città di Lamezia.
Tutto questo è stato perseguito sia ostacolando finanziamenti regionali che bloccando significativi progetti, con una pesante penalizzazione del territorio lametino in attesa di importanti risposte.
Lasciata “ogni speranza” per la Presidenza, il sindaco cerca soltanto un posto al sole da consigliere, in una lista che non raggiungerà il 4%.
Preoccupato a criticare e far criticare l’operato altrui, il sindaco forse dimentica il dissesto provocato, i debiti nei confronti dell’ICOM e i suoi superpagati e iperincentivati dirigenti, delle cui nomine è l’artefice.
Sicuramente  il professor Gianni Speranza, dall’alto dei suoi studi classici e filosofici, comprenderà più di un commercialista di efficienza nella gestione delle risorse pubbliche, di bilanci, di mutui e contratti derivati.”
In ultimo afferma Talarico “ La verità è una sola. I cittadini di Lamezia contano i giorni a che volga alla fine questa esperienza nefasta, e se ne ricorderanno in cabina elettorale col proprio voto, attendendo che il giorno dopo il 23 novembre il sindaco prenda atto del suo insuccesso, si dimetta, questa volta irrevocabilmente, e liberi Lamezia dalla sua incapacità amministrativa.”