Fumata nera ieri mattina alla Sacal nel consiglio d’amministrazione che avrebbe dovuto eleggere i nuovi vertici della società mista. Speranza fa saltare l’accordo catanzarese

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L’intesa comunque resta. L’esponente del Comune catanzarese Massimo Colosimo e quello della Regione Pierluigi Mancuso fino a giovedì sera erano l’uno contro l’altro aspirando alla stessa poltrona di presidente. Colosimo è sostenuto da una cordata composta da Paolo Abramo presidente della Camera di commercio, suo fratello Sergio sindaco del capoluogo, e l’imprenditore Floriano Noto. Gli sponsor di Mancuso sono il governatore Giuseppe Scopelliti e il presidente della Provincia Wanda Ferro. Per non perdere la leadership le due fazioni si sono messe d’accordo dividendosi gli incarichi tra la presidenza e la direzione generale dell’unica società mista calabrese che riesce a fatturare 26 milioni l’anno contando 255 addetti fissi e oltre 50 stagionali.
Una grande impresa che dopo anni di attivo nella scorsa primavera ha chiuso il bilancio con un passivo di poco sopra i 2 milioni che, secondo l’ex presidente Vincenzo Speziali, saranno subito appianati.
E se finora la governance è sfuggita di mano al Comune lametino pur detenendo la maggioranza relativa col 20,7% delle azioni, col rosso in bilancio la situazione s’è incancrenita. Oltre al problema squisitamente gestionale dell’azienda ce n’è anche uno politico: chi comanda dal 2010 è schierato col centrodestra, mentre il Comune lametino e la Provincia cosentina stanno col centrosinistra.
Una situazione che certamente non fa bene all’aeroporto che attraversa una fase davvero cruciale. A cominciare dal movimento passeggeri: si ripeterà in periodo di forte crisi globale il record dell’anno scorso con 2,3 milioni di movimenti?
Oltre a questo c’è un’altra incognita tutta da chiarire: la ricapitalizzazione. Per aeroporti di questa stazza il capitale versato dev’essere di 12 milioni di euro mentre adesso si ferma a 7,7. E la spending review impedisce agli enti locali di fare investimenti sulle società partecipate. Dunque ci sarebbe più spazio di manovra per i privati, anche se gli unici con quote cospicue sono Aeroporti di Roma, Banca Carime e Confindustria. Saranno propensi a versare oltre 4 milioni di euro?
Lo scalo lametino resta comunque appetibile, tanto che un’azienda come la Baltic Ground Services che si occupa di servizi a terra in diversi aeroporti europei ha ottenuto la concessione governativa, per atterrare anche a Sant’Eufemia. Mettendo di fatto in crisi la Sacal che finora ha gestito i servizi di handling in perfetto monopolio. (Gazzetta del Sud – V.le)