Gianni Speranza: il dissesto è una decisione ingiusta

Dopo questi infiniti minuti di tensione, Petronio ha ripreso a parlare definendo l’accaduto «di una gravità estrema». Rivolgendosi ai pochi esponenti dell’opposizione rimasti in aula ha poi affermato: «Siete una famiglia di perdenti, avete cominciato la campagna elettorale fuori da qui senza avere idea, senza avere contezza di cosa voglia dire governare un Comune dissestato». Le affermazioni dell’ex senatore hanno fatto infuriare il consigliere Chirumbolo (Forza Italia) che ha minacciato querela e che ha raccolto le sue cose per lasciare l’aula, ma poi s’è convinto a rimanere.
Anche il presidente del consiglio comunale Francesco Muraca ha esecrato il gesto di Cristiano, «un’azione da censurare. Non ho potuto espellere il consigliere perché è andato via», ha dichiarato in aula, «altrimenti l’avrei fatto».
Il consigliere Francesco Grandinetti (lista Grandinetti per Lamezia) ha fatto ufficiale richiesta per inoltrare un esposto alla procura su quanto commesso da Cristiano, ricordando che «una monetina di 50 centesimi è stata lasciata a Cassano, sulla macchina che conteneva i tre corpi carbonizzati del piccolo Cocò, di suo nonno e della sua convivente».
Petronio ha concluso così il suo intervento: «Nella delibera dei giudici contabili non si parla di soldi rubati. Non ci sono le condizioni per il dissesto».
La seduta era iniziata con un minuto di silenzio in memoria del consigliere comunale Pino Cosentino, scomparso un mese fa. L’esponente del Pd è stato ricordato molto affettuosamente dal sindaco.
Speranza ha poi introdotto i lavori del consiglio rimarcando che «la deliberazione della Corte dei conti è una decisione ingiusta e persino paradossale, faremo ricorso in ogni sede. Al nostro Comune è stata sottratta la possibilità di poter proporre un piano di equilibrio decennale che avrebbe risolto i problemi, così come sta avvenendo in molti comuni italiani». In un salone municipale affollato, Speranza ha incalzato: «Non ci è stata data la possibilità di fare il rendiconto consuntivo del 2013 per dimostrare che le cose che dicevamo erano concrete. Dopo l’approvazione del bilancio e dopo le misure portate avanti e presentate alla Corte, non ci siamo fermati», ha evidenziato il sindaco, «i dirigenti esterni si sono dimessi tutti. Auspico che questa battaglia, nell’interesse della città, si possa fare e vincere tutti insieme».
Dopo l’intervento di Speranza i vari esponenti di tutti i gruppi hanno espresso le proprie valutazioni sulla delibera della magistratura contabile e sulla proposta del primo cittadino. Armando Chirumbolo (Forza Italia) è stato perentorio: «Basta con le favole. Da qui a 5 anni saremo costretti a pagare piu tasse. Niente scusanti, avete amministrato male, l’unico servizio che potete fare è quello di dimettervi. Un altro anno così non serve a niente, andiamo al voto». Cristiano ha proposto le dimissioni di 16 consiglieri per andare alle elezioni nella prossima primavera come dice il testo unico degli enti locali.
La consigliera berlusconiana Carolina Caruso ha voluto puntualizzare: «L’opposizione non può essere considerata colpevole del dissesto. Stiamo fallendo con i soldi dei cittadini». Chirillo (Udc) rivolto al sindaco ha commentato: «Lei continua a dire che c’è un cattivo che ce l’ha con lei, come se ci fossero delle toghe nere e non rosse in questo caso, che se la sono presa col Comune. Se rimanete ancora in carica, saranno i mesi più brutti dell’amministrazione».
Teresa Benincasa (Centro democratico) ha detto che «è dovere del consiglio favorire il riconoscimento del dissesto, questo soltanto può tutelare l’ente e i servizi che gestisce. All’assessore al bilancio», ha aggiunto, «dico di garantire almeno un pò di organizzazione agli uffici che sono un pò sordi, indolenti, distratti».
Il consigliere di Lamezia indipendente Gianfranco Spinelli: «Se deliberiamo il dissesto come civico consesso, l’assemblea è tenuta ad individuare le cause e a prendere le misure strutturali perché non si ripeta la situazione in cui siamo. Ma», ha chiesto a tutti, «nell’ipotesi che noi decidessimo di deliberarlo, saremmo in grado di prendere le misure per gestire il dissesto? Se non siamo in grado la cosa migliore è quella di andarcene a casa».
Raffaele Mazzei (Nuovo centrodestra) ha parlato di «sfacelo amministrativo e finanziario. Il modello Lamezia è stato improntato su una gestione facile e superficiale in cui a essere premiati sono stati quelli che avevano la tessera del Pd e di Sel». (Gazzetta del Sud – M.sca.)