Gip Napoli chiede alla Camera autorizzazione a procedere per Milanese-Pdl

“Questa mattina funzionari della Digos hanno eseguito due ordinanze applicative della misura cautelare degli arresti domiciliari emesse dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura, sezione criminalità economica nei confronti di Carlo Bardieri (sindaco di Voghera) e Guido Marchese (commercialista della cittadina veneta) indagati per corruzione.

Una terza ordinanza applicativa della misura cautelare della custodia in carcere per corruzione, rivelazione del segreto di ufficio e associazione per delinquere e’ stata inoltrata dall’ufficio Gip alla Camera dei Deputati per l’autorizzazione all’arresto del deputato Marco Mario Milanese“.

Questo è il comunicato divulgato dalla Procura di Napoli, che dichiara che le indagini erano iniziate nel dicembre 2010 durante delle intercettazioni telefoniche nell’ambito del procedimento a carico di Viscione e che portarono a numerosi arresti: “erano state captate conversazioni in cui si faceva riferimento a pagamenti non dovuti e costosi regali in favore di Milanese. I conseguenti approfondimenti hanno consentito di accertare, con la gravità indiziaria richiesta per l’attuale fase cautelare, che effettivamente vi erano stati diversi episodi in cui lo stesso Milanese aveva ricevuto dal Viscione e dalle sue società cospicui versamenti di danaro e altri donativi quali orologi di pregio, gioielli, auto di lusso (Ferrari e Bentley), viaggi e soggiorni turistici all’estero”.

Viscione, interrogato dai magistrati avrebbe dichiarato che tali “regali” sarebbero stati “il corrispettivo della rivelazione di notizie riservate e dei successivi interventi volti a rallentare le indagini condotte dalla Guardia di Finanza” sulle società dell’imprenditore.

Nuova tempesta per il governo Berlusconi, con il giudice per le indagini preliminari di Napoli che chiede l’autorizzazione al Parlamento ad eseguire la misura cautelare per Milanese. Nell’ordinanza di custodia cautelare trasmessa alla Camera, il gip di Napoli Amelia Primavera scrive: “nella sua qualità di consigliere politico del ministro dell’Economia ha promesso prima e assicurato poi l’attribuzione di nomine e incarichi in diverse società controllate dal Ministero ricevendo come corrispettivo somme di denaro o altre utilità”.