Governo, via al taglio dei costi della politica. Previsto dimezzamento parlamentari

ROMA – Dopo l’approvazione della Manovra finanziaria, definita Titanic dai giornalisti, per la mole di sacrifici che richiederà ai cittadini italiani, con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014, il focus ora è sui tagli ai costi delle politica.

A Montecitorio si riunirà l’ufficio di presidenza della Camera per definire i tagli da apportare alla politica, secondo la bozza predisposta dai leghisti Calderoli e Bossi. Tra le novità più importanti vi è quella di costituzionalizzazione il criterio per la definizione degli stipendi dei parlamenti, definendo le indennità “in misura corrispondente alla loro effettiva partecipazione ai lavori secondo le norme dei rispettivi regolamenti”.

Tra le novità più importanti la suntuosa riduzione del numero di parlamentari, da da 945 a 500, 250 deputati e 250 senatori. Si tratterebbe quindi di un dimezzamento del Parlamento.

La bozza verrà discussa in Consiglio dei Ministri venerdì prossimo, mentre è entusiasta Calderoli che commenta con soddisfazioni la bozza:  “siamo passati ai fatti”.

Dall’opposizione apertura da parte del leader dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro, che si è detto pronto a “valutare la bozza, augurandosi che non sia la solita boutade estiva”.