Grandinetti: la politica dei big è troppo distante dai problemi reali della gente comune.

francesco_grandinetti

Per esempio vietare la “girata” degli assegni, al fine di rendere tutto tracciabile, ha creato problemi proprio agli imprenditori onesti che con la possibilità di girare l’assegno costruivano una mini economia che oggi non esiste più. 
Per non parlare della ipocrisia dell’uso degli  assegni postdatati  che sono vietati, ma che è il sistema più usato nell’economia giornaliera dei piccoli imprenditori. Infatti le  banche li esigono e li tengono nelle loro casseforti per accettare di anticipare fatture ai clienti.
Insomma queste cose i nostri politici di Roma le capiscono o visto che sono comodamente seduti su poltrone ben remunerate non si pongono neanche il problema? Oggi il sistema creditizio è in mano alle lobby nazionali e multinazionali ed all’usura. E’ facilissimo passare dal sistema legale al sistema illegale. Quando una impresa o ancora di più una famiglia si sente strozzata dalle Banche o chiude o si rivolge all’usura decretando, dopo una prima apparente soluzione, la fine stessa della propria serenità e vita. Come possiamo garantire un’abitazione ai giovani se é proibitivo avere un mutuo per l’acquisto della casa? Che serve spendere soldi per costruire nuove case popolari/sociali se esistono migliaia  di case invendute? Si facciano bandi per l’acquisto di quelle esistenti. Risolveremmo subito la questione e metteremmo in moto l’economia. Insomma ci vuole tanto per capire che serve assolutamente intervenire sul credito?
Obbligare le banche a dare credito, questa è la vera svolta per far crescere l’occupazione ed il PIL.  E a chi dice come si fa ad obbligarle rispondo che sarebbe opportuno dividere  le banche in quelle che concedono il credito e in quelle di puro investimento e solo a quelle di credito si potrà concedere  da parte della  banca centrale il denaro all’ 0 0,o..% di tasso di interesse; alle altre, se lo vogliono, lo paghino come tutti gli altri comuni mortali. Certamente è molto più comodo e tranquillo per gli istituti di credito investire sui titoli di stato anziché  dare ossigeno alle  imprese e alle famiglie!  Oggi il credito non lo si concede neppure a chi è disposto a mettere garanzie reali su beni immobili. Vi pare possibile? Se anche gli immobili non hanno più valore per gli istituti di credito, allora perché un imprenditore dovrebbe costruirli?  Caro Renzi se vuoi circondarti di esperti devi anche circondarti di esperti delle problematiche  comuni di tutti i giorni.  Ieri leggevo che in Calabria la bilancia tra imprese cessate ed imprese che nascono pende a favore delle imprese nuove. In poche parole ci sono più imprese che nascono che imprese che muoino. Dovremmo rallegrarci,  ma non è così. E’ tutto un doloroso bluff! Le imprese sono costrette di fatto dalle banche, per il famoso “rating”,  a mettere da parte “la vecchia impresa” che rimarrà in vita senza esercitare, e crearne una “nuova” che prenderà  il posto della vecchia. Risultato un’apparente crescita delle nuove imprese. Ma non è così purtoppo! Basta il ritardo di un giorno nel pagamento degli assegni che salta subito il rating, non dando più alle imprese la possibilità di richiedere credito.  E ci si rende conto che quando i manager super pagati delle banche dichiarano che la  concessione del credito è aumentato rispetto agli anni passati,  i politici tacciono perché non riescono a capire che questo è vero in termini assoluti ma non nel particolare in quanto  le stesse  concedono sempre più  crediti miliardari ai grossi gruppi nazionali,  lasciando all’asciutto  tutte le piccole e medie imprese. Potrei citare  tanti casi di vessazione bancaria quotidiana, ma ci vorrebbe un libro di 1000 pagine  per evidenziarle tutte. Oggi se si vuole rilanciare l’economia si deve intervenire assolutamente sul credito. Tutte le altre manovre servono per i grossi gruppi, non per chi vuole aprire un’attività commerciale , una start up, una officina artigianale. Allora chi si presenterà alle regionali deve capire che questo è il problema da affrontare e da richiedere con forza. Per l’accesso al credito le leggi regionali non servono se poi si demanda per le istruttorie sempre agli istituti bancari che hanno comunque come parametro le “varie Basilee”? Oggi il denaro è al 90% in mano ai gruppi criminali che non hanno problemi di richiedere assistenza alla banche. I piccoli sono sempre più soggetti all’usura. Come mai nella città di Lamezia esistono tanti sportelli bancari e le imprese e le famiglie soffrono? Se non si interviene subito sarà troppo tardi  e l’impresa  sana non esisterà più. Insomma la politica ha bisogno di scendere un pò tra le persone comuni per capirne i problemi piccoli, ma reali, a meno che non li abbia già capiti, ma preferisce agevolare come sempre le banche ed i potenti.