Il business dell’eolico in Calabria

antonello_caporale

Un linguaggio semplice, rapido, accattivante, per un libro dove narrazione ed inchiesta offrono diversi spunti di riflessione sul business dell’eolico“.
Il libro è quello del giornalista de “La Repubblica”, Antonello Caporale, “Controvento. Il tesoro che il sud non sa di avere“. La presentazione è dell’ambientalista e scrittore Francesco Bevilacqua, nell’incontro “Quando il vento è un affare” organizzato dal circolo SEL di Lamezia Terme.
La storia, ha spiegato Bevilacqua, è ambientata in una tranquilla campagna del Molise dove vive una famiglia di contadini e pastori, i Colucci, che avendo un pò perso quel contatto ancestrale con la terra, non si accorgono, nell’immediato, delle pale eoliche che vengono piazzate al limite della loro proprietà. Lo sconvolgimento esistenziale provocato da questi impianti culmina nella tragedia con l’impiccagione, quasi simbolica di un componente della famiglia, già psicologicamente labile, vicino ad una delle pale“.
Nella seconda parte del libro, l’autore raconta l’affare eolico attraverso la sua esperienza di giornalista d’inchiesta che riesce ad entrare in contatto con le diverse realità locali del sud.
Cosa si nasconde dietro il grande business delle pale eoliche? Di chi sono queste pale e per chi girano? Il problema dell’eolico, per Bevilacqua, è la cartina di tornasole del Mezzogiorno: “Stranamente, il Sud, con il sole, il vento e l’acqua, risorse completamente gratuite, non riesce a produrre ricchezza ma solo consumo di territorio, stravolgimento del paesaggio, mutazione cancerogena dell’antropologia, del modo di sentire, dei luoghi in cui viviamo. Noi meridionali non abbiamo realizzato che quel vento poteva rappresentare un tesoro
“Mentre molti comuni del nord riescono a raccogliere l’intero ricavato dello sfruttamento del loro territorio, consorziandosi e facendosi finanziare dalle banche, per la costruzione di piccoli parchi eolici oper “impianti di fotovoltaico o per risistemare la rete idrica; al sud ci accontentiamo delle briciole. Nelle casse dei nostri comuni dotati di impianto eolico arriva soltanto l’1,5% di corrispettivo. I sindaci, cedendo l’operazione dell’eolico agli industriali che fittano terreni, hanno evitato complicazioni in termini di organizzazione e gestione ed abdicato al loro dovere di attutire l’impatto ambientale. Si è ceduto tutto in cambio di un obolo”.
Antonello Caporale ha denunciato “l’ignavia del potere e dell’intera collettività”, indicando come cause principali dei problemi del sud, la mancanza di idee, di passione e di progettualità.