Il dirigente dell’area tecnica del comune di Lamezia Terme Andrea Iovene risponde a Teresa Benincasa

DICHIARAZIONI ESPRESSE ALL’ARCH. ANDREA IOVINE DAL CONSIGLIERE COMUNALE DR.SSA BENINCASA
Dopo i danni causati all’isola pedonale di corso Giovanni Nicotera dal forte vento che ha divelto i gazebo del mercatino di Natale causando il danneggiamento di alcuni lampioni, il consigliere comunale Teresa Benincasa ha redatto una nota indirizzata al dirigente dell’area Territorio Andrea Iovene. Quello che la Benincasa lamenta pubblicamente a Iovene è che un paio di giorni prima alla tromba d’aria che ha investito Lamezia, quando il maltempo ormai imperversava da qualche giorno e poneva in forse anche il concerto di Giuliano Palma, il consigliere si era rivolto al dirigente Iovene per segnalare la necessità di far smontare i gazebo. Necessità, dice la Benincasa, allertata dai residenti e commercianti della zona, i quali manifestavano l’esigenza di avere maggiore spazio fruibile per assistere al concerto e inoltre per rendere “l’area idonea e sicura per lo svolgimento del concerto pubblico, in aggiunta alle previsioni meteo già diramate dalla protezione civile sullo sversamento temporalesco della notte”. Secondo la Benincasa, il dirigente Iovene, esprimendo il “disturbo” al telefono, puntualizzava che l’argomento non era di sua competenza e “dicendo che la gestione dei gazebo era affidata alla cooperativa ‘montiamo tutto’ e che semmai avrei dovuto io chiamare il dirigente area Promozione del territorio, che ne aveva formalmente richiesto l’allestimento per i mercatini natalizi”.

Niente da fare, la Benincasa rifiuta di compiere gli ulteriori passaggi invitando il “dirigente maximo dell’area territorio a farli lui, poichè erano problematiche di carattere pubblico ed io stessa stavo telefonando non per una questione di competenza ma di servizio”. Alla fine, in sostanza, nessuno ha fatto nulla, nessuno ha fatto telefonate o ha allertato gli uffici di competenza, coi risultati finali che tutti conosciamo. Qui il consigliere Benincasa manifesta il proprio disappunto: “constatare i danni anche materiali a cui è esposta Lamezia a causa di un atteggiamento di chiusura tecno-burocratica dell’amministrazione di cui lei è, ai miei occhi, un attuatore talvolta indolente. Tutto ciò mortifica chi, nel ruolo di consigliere comunale quanto da semplice cittadino agisce con educazione e si attiva per servire le esigenze della città”.

Succo del discorso il fatto che la comunicazione fatta da consigliere comunale ma anche da semplice cittadina sia rimasta inascoltata per questioni di competenze e mera burocrazia. In finale la Benincasa chiude in maniera ironica e piccante: “i danni causati dai pali dei gazebo siano addebitati a chi ne ha la competenza! o magari, visto che siamo in principio di anno nuovo, riflettendo sull’episodio e constatandone gli effetti, ci sia anche lo sforzo di essere migliori per se stessi e per il prossimo”. Viene, infine, fatta un’altra richiesta “rimettere a loro posto i medaglioni dell’antica cornice del grande e prezioso dipinto del 1868 di Guglielmo De Martino raffigurante il castello di Nicastro assediato dai saraceni. L’evento è accorso in un recente e non chiaro trasloco dalle stanze della sede storica del consiglio di Nicastro all’ingresso francamente anonima della moderna sede in periferia”.