Il presidente della Camera Gianfranco Fini a Lamezia

Era venuto per la presentazione del libro “L’Italia che vorrei” e per rispondere alle domande di un gruppo di giovani calabresi, ma il presidente della Camera Gianfranco Fini, ieri a Lamezia Terme non si è lasciato sfuggire l’occasione per dire la sua sui temi più spinosi della politica nazionale. Sono venuti in tanti ad ascoltare la terza carica dello stato, nonostante il momento non sia dei migliori e considerate le cifre poco confortanti che i sondaggi attribuiscono al suo partito Futuro e Libertà. Sala piena per quella che era una visita attesa da tempo nella regione di Angela Napoli, da sempre in trincea nella lotta alla criminalità organizzata. Qui è nata la prima sede regionale di Futuro e libertà in Italia, nella città del vicecoordinatore Francesco Grandinetti. Ma questa è anche la terra nella quale i risultati all’ultima tornata elettorale non sono arrivati, complice anche la singolare posizione dell’Udc locale i cui esponenti a Roma alzano la voce contro Berlusconi, ma in Calabria sono saldamenti legati a Scopelliti che è anche segretario regionale del popolo delle libertà. Una situazione ancora più singolare se si considera che tra Angela Napoli e il governatore non corre proprio buon sangue, tanto che la “pasionaria” reggina lo ha accusato a più riprese di aver lanciato un’opa poco trasparente su futuro e libertà in Calabria. Una questione sulla quale Fini ha voluto soprassedere ribadendo però che il suo partito è antitetico alla destra berlusconiana. Nessun riferimento alla politica locale nemmeno dalla stessa Angela Napoli, che non ha tuttavia risparmiato una dura stoccata al presidente del Consiglio: “Mentre il cavaliere, in una condizione di crisi così pesante, passa il tempo a festeggiare compleanni, Fini gira l’Italia per incontrare i giovani”. Proprio ai giornai presenti si è rivolto Francesco Grandinetti additando l’esempio del presidente della Camera “Abbiate il coraggio di essere liberi, di non piegare la testa di fronte alle ingiustizie, di credere nei valori universali della giustizia, della solidarietà, del rispetto delle leggi e della nostra costituzione”. Un richiamo già ripreso dal sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza “Ci sono carte che non finiscono mai di raccontare cose nuove. Il mio è un ringraziamento per la difesa dei principi che hanno fatto la storia di questo paese”. Ed è da questo che è partito il ragionamento di Fini “La carta costituzionale rappresenta l’architrave dello Stato, la cui sopravvivenza è legata alla indissolubilità territoriale”. Chiaro il riferimento alla recenti uscite leghiste sulla secessione “La Repubblica padana altro non è che un fenomeno propagandistico i cui effetti pratici sono inesistenti. La mia impressione è che in quale occasione la Lega Nord rispolvera la bandiera della secessione perchè si rende conto che il Nord oggi è molto deluso per tutto quello che era stato promesso e non è stato realizzato. Tuttavia, bisogna esprimere indiganzione davanti a prese di posizione che finiscono comunque per essere un elemento di disturbo del sistema”. Bocciato anche il federalismo di cui si sta discutendo in questi mesi “Io sono convinto sostenitore della necessità di rafforzare il decentramento, ma le disposizioni approvate non solo non diminuiscono il carico fiscale, come più volte sbandierato, ma aumentano le divisioni”. Accolta da qualche mugugno in sala l’apertura verso l’innalzamento dell’età pensionabile “Si può chiedere di lavorare qualche anno in più purchè i soldi risparmiati siano utilizzati per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Oggi la politica è autoreferenziale ed è chiusa in se stessa. Deve cercare, invece, di cogliere l’allarme che proviene dai giovani riguardo il loro futuro”. Uno solo l’appauso, peraltro poco convinto, quello raccolto sul tema dei privilegi della casta “Sono molti i tagli che la classe politica ha subìto negli ultimi mesi. Stiamo andando nella direzione giusta. Ma attenzione che la politica, senza finanziamenti, finisce nelle mani dei ricchi e dei furbi”. I tagli dovrebbero riguardare “il numero di parlamentari e la miriade di partecipate che spesso diventano il riparo sicuro dei politici bocciati sull’elettorato”. Silurata senza appello l’attuale legge elettorale, che pure Fini ha concorso ad approvare “La vera questione è ridare ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenta. I nominati non sono mai veramente liberi”. A chi, mentre anda via, ha chiesto se ci fosse la possibilità di sostenere il governo su singoli provvedimenti, Fini ha risposto lapidario: “Gli italiani vorrebbero liberarsi del fardello di questo Governo. Non esistono condizioni per accordi con Berlusconi”. Ma su questo, per la verità pochi nutrono ancora dubbi. (fonte Il Quotidiano – Foto Luciano Caruso)

Francesco Grandinetti e Angela Napoli