Inizia la pulizia del Bastione di Malta. A breve l’inizio dei lavori di restauro

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I due proprietari però non accettarono la somma indicata, poco più di trecento mila euro, che venne allora depositata in attesa che la commissione provinciale espropri si interessasse del caso valutando una nuova indennità di espropriazione. Il parere dell’organo provinciale confermò però la valutazione fatta dal Comune. Era il settembre del 2011. Solo a febbraio 2013 venne conclusa la procedura espropriativa con tutti gli adempimenti del caso.
Il Bastione fu costruito intorno alla meta del 1500, quando per fronteggiare le continue scorrerie dei saraceni  che minacciavano la sicurezza e i commerci delle città rivierasche, il vicerè di Napoli don Pedro da Toledo, per ordine della corona spagnola, impose alle comunità il rafforzamento a loro spese del sistema di difesa costiera già esistente.
Il tratto di costa dal Savuto fino al Turrina era sotto la giurisdizione dell’Ordine gerosolimitano dell’Abbazia di Sant’Eufemia detto dei Cavalieri di Malta da quando, nel 1530, questa isola era diventata la loro ultima sede. Furono pertanto proprio loro a costruire lungo questo fronte sia il Bastione che le altre numerose torri costiere a nord e a sud di esso, poco distanti fra loro.
Sulla porta d’ingresso alla torre quadrata sulla facciata est si trova lo stemma con scudo del Balì Fra Signorino Gattinara, che nell’iscrizione datata 1634 si attribuisce il merito di aver dotato il Bastione di macchine belliche. Con la vendita dei beni ecclesiastici imposta nel regno di Napoli da Giuseppe Bonaparte nel 1806  il Bastione divenne di proprietà privata. TIZIANA BAGNATO