La Regione indagherà su Calabria Etica: risponde il presidente Pasqualino Ruberto

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Mi auguro, inoltre, che nel corso di questa vicenda sia tenuta innanzitutto in considerazione la necessità del mantenimento dei livelli di risposta sociale che la Fondazione ha saputo dare in questi anni, prima ancora di eventuali altre logiche che nulla hanno a che vedere con servizi, progettualità e apporto al tessuto sociale della Regione. 
Rimango, quindi, a disposizione del Presidente Oliverio, al quale chiedo formalmente  un incontro prima possibile, per non dare adito a voci e illazioni che altro non procurerebbero se non nocumento all’immagine della Regione, prima ancora che a quella mia personale e della Fondazione. Fondazione Calabria Etica – Il Presidente Pasqualino Ruberto


Regione, ecco i “carrozzoni” nel mirino di Oliverio: uno dei tanti articoli usciti a mezzo stampa a cui fa riferimento Ruberto.

Nei tanti “carrozzoni” che costellano la Regione Calabria si attende da un giorno all’altro il colpo di machete del neo governatore Mario Oliverio. Sta creando apprensione l’ultima sortita del presidente della Regione contro le cosiddette “matrioske”, la miriade di enti para e sub regionali, società partecipate e fondazioni in house diventate la fonte di incredibili e intollerabili sprechi, soprattutto se rapportati ai servizi resi, che sono davvero modesti: «Abbiamo avviato una ricognizione delle società e delle fondazioni in house, e vi risparmio per ora tutto quello che è stato fatto in questo sistema di matrioske, come lo chiamo io. Stanno arrivando le prime relazioni e c’è davvero da far tremare le vene dei polsi per la spregiudicatezza, la irresponsabilità e l’illegalità diffusa che si registra in questre strutture».
Lo ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio nel corso dello scambio di auguri nella sede del Pd a Lamezia Terme, che ha già calendarizzato una conferenza stampa sul tema: «Su questo – ha aggiunto – terrò una conferenza stampa subito dopo Capodanno. Naturalmente in attesa del riordino, procederemo a commissariamenti con dirigenti della Regione che, a costo zero, dovranno sostituire che oggi dirige qeustre strutture con lauti compensi, altro che i consiglieri regionali o i parlamentari, e con un sistema di gestione che si sottrae ad ogni controllo. Alla Calabria diciamo che questo sistema di matrioske sarà smantellato, perchè bisogna riordinare in termini trasparenti, nella legalità il sistema pubblico e la strumentazione pubblica e lo faremo con determinazione. bisogna passare dal sistema delle clientele alla condizione dei diritti ed i cittadini devono cliccare sul portale della Regione, che sarà intermaente rinnovato, e leggere in modo semplice l’utilizzo anche di un euro»
Il Governatore avrebbe sulla sua scrivania le prime relazioni sull’andamento di questi organismi e anche una relazione della Corte dei Conti che evidenzia la quasi nulla redditività dell’investimento regionale nel “sottogoverno”, il cui impatto negativo sulle casse della Regione al 2013 sarebbe già stato quantificato in oltre 11 milioni di euro. Nella relazione della magistratura contabile si rileva in particolare «un quadro preoccupante e pericoloso» delle società controllate o partecipate dalla Regione che «impone la necessità di attivare piani di ristrutturazione e razionalizzazione», e si rileva poi che con i dati attuali di bilancio di questi organismi «il fallimento del sistema è solo questione di tempo». Parole che, insieme all’esito delle prime ispezioni ordinate dal nuovo presidente, avrebbero fatto squillare un campanello d’allarme per Oliverio, che nei giorni scorsi inoltre ha parlato di illegalità diffuse in questi “carrozzoni” improduttivi e spendaccioni e ha annunciato un poderoso “giro di vite”, fatto di eliminazioni, accorpamenti e commissariamenti.
Del resto, l’eredità che il centrodestra di Scopelliti e di Gentile e l’Udc di Talarico e Trematerra hanno lasciato infatti è pesantissima: dovunque sacche di sprechi, consistenti e perenni perdite d’esercizio e infine zero risultati a fronte invece di laute retribuzioni per gli “amici degli amici” e per i “clientes” che la precedente maggioranza regionale ha piazzato in questi organismi. Naturalmente, la ricognizione avviata da Oliverio ancora deve concludersi, ma per molte società e molti enti le ore potrebbero davvero essere contate.
A rischiare maggiormente – riferiscono fonti accreditate – sono soprattutto le fondazioni, gran parte delle quali potrebbero essere del tutto smantellate dal neo presidente della Regione. Nel mirino soprattutto la Fondazione Calabria Etica, il cui presidente Pasqualino Ruberto (già Ncd) da solo – si vocifera – percepirebbe una retribuzione superiore ai 5mila euro al mese, ma anche la Fondazione Terina, la Fondazione Calabresi nel Mondo oggi guidata dal parlamentare forzista Pino Galati, la Fondazione Film Commission e la Fondazione Field, anche se quest’ultima già è inglobata in quell’altro “porto delle nebbie” che è l’Azienda Calabria Lavoro.
Giusto per citare alcuni dati che potrebbero “facilitare” l’opera di taglio di Oliverio, si deve considerare che nel 2013 tra Co.Co.Co e consulenze queste fondazioni hanno speso oltre 11 milioni di euro (fonte Corte dei Conti), con l’incredibile picco dei 3,4 milioni spesi da Calabria Etica e dei quasi 6 milioni spesi dalla Field. Sicuramente qualcuna di queste fondazioni chiuderà i battenti definitivamente, se non tutte… Ma i “buchi neri” sono anche altrove. Sforbiciate in vista – sempre secondo fonti della Regione – anche per l’Azienda Calabria Lavoro guidata al momento dallo scopellitiano Pasquale Melissari, manager da 80mila euro all’anno di retribuzione più l’immancabile indennità di risultato pari alla metà, per alcune società aeroportuali, per alcuni Centri agroalimentari, per la società Progetto Magna Graecia, per le Aterp e per i Consorzi industriali.
Dovrebbero “salvarsi”, subendo comunque pesanti operazioni di razionalizzazione e di ricalibratura della mission, le aziende e le agenzie regionali come “Calabria Verde” per la forestazione e Arsac per l’agricoltura, l’Arpacal, partecipate come la Sorical e infine la Fincalabra, la finanziaria regionale uscita a pezzi, tra progetti al palo e consulenze milionarie inutili e clientelari, dalla gestione De Rose. Si vedrà da qui a pochi giorni, quel che è certo comunque è che è in arrivo una dura “cura dimagrante” per questi organismi spuntati come funghi nel corso degli ultimi 15 anni e diventati ingorde “mangiatoie” di denaro pubblico. Sperando che, questa volta, per una volta, la politica non si metta di traverso… (L’ora Siamo Noi – Ant. Cant.)