La sordità dei politici lametini e una città stanca di subire

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La politica è in crisi perché è l’uomo ad essere in crisi, ha perso il suo slancio ideale, si è chiuso nel suo egoismo, nel suo interesse personale, non si riconosce in un’appartenenza, ha perso il senso della comunità  dove la solidarietà non è una parola vuota, svalutata e inflazionata, ma piena di contenuti, di valori; è la solidarietà vissuta, che non fa rumore perché manifestata nel silenzio, come si deve, che ti fa guardare con occhi diversi l’altro e i suoi bisogni e fare di tutto per soddisfarli.
Questa classe politica è lontana un abisso dai problemi del prossimo. Si preferisce la “calma piatta” perché non si ha più nulla da dire alla città di Lamezia, tante sono state le promesse che all’illusione iniziale è seguita la consapevolezza dell’inganno perpetrato e i problemi rimasti insoluti, ma, imperterriti, uomini e partiti procedono nella logica di sempre che tanto male ha fatto a Lamezia.
In questa macabra prospettiva, non ci meravigliamo certo delle beghe, degli accordi sottobanco, delle stupide strategie per alzare la posta, il prezzo di un appoggio, e i temporeggiamenti e i silenzi preludono nuovi assetti politici, nuovi salti della quaglia tramutati ora, nel salto del “canguro” verso nuovi lidi dove aleggia la stessa putrida aria di marciume insopportabile, quella di nuove promesse, nuove poltrone da occupare, nuovi incarichi da ricevere. E’ questa la politica che deve governare la città?
In questo scenario, solo una voce si è alzata, quella del consigliere e capogruppo di Forza Italia, avv. Armando Chirumbolo che, con coraggio, chiarezza ed onestà intellettuale, tra l’altro, ha apprezzato e condiviso l’appello di Fratelli d’Italia in una prospettiva di novità e rinnovamento dell’agire politico  per poter vincere elettoralmente e risolvere i drammatici problemi della Città. Ci chiediamo che fine abbiano fatto tutti gli altri! Associazione Cantiere Laboratorio