Labor: politica distante dai cittadini neccesita maggiore partecipazione

Per Cordiano «potrebbero sembrare frasi già sentite, ma assumono un significato diverso se calate nella visione di un nuovo “modus operandi”, che ad oggi rimane l’unica alternativa possibile per la crescita di una società sana e produttiva. La sfida di Labor parte dall’analisi della crisi profonda delle forme di partecipazione politica, evidenti ormai in tutti i livelli organizzativi territoriali in cui domina una generalizzata “sofferenza”, dimostrata dalle ultime statistiche sulle intenzioni di voto che prospettano altissime percentuali d’astensionismo. Si assiste, purtroppo, ad un crollo di credibilità dei partiti e delle istituzioni, percepiti sempre più distanti ed autoreferenziali rispetto al reale vissuto dei cittadini. – prosegue – C’è un progressivo svuotamento delle strutture e dei luoghi dei partiti, rimasti apparentemente simili a quelli dei decenni passati, ma di fatto visti dai cittadini come il solo ambito d’azione di un ristretto gruppo di persone, in cui l’effettivo spazio di militanza è quasi esclusivamente limitato a dirigenti e amministratori pubblici. – secondo l’esponente di Labor – ovviamente anche Lamezia non s’è sottratta alla distorsione di questa visione, ricalcando per lo più un “modus” basato su valori imperativi (cioè decisioni unilaterali) nell’ambito di una comunità piegata per l’ennesima volta al “senso di fiducia” verso prospettive e futuri sogni propagandistici.

Il malcontento popolare si fa sempre più vivo tra prospettive disattese, cambi di casacca e ricatti politici vissuti in maniera inerme da una comunità disillusa e stanca dei soliti teatrini. – continua – Come in un circuito chiuso, il riverbero di negative sensazioni corrisposte tra forze amministrative e popolo amministrato ha solamente generato una forma di apatia generalizzata che, nel nostro comune, si è tradotto in una preoccupante stasi dell’intero apparato governativo.

Ancora più preoccupante, purtroppo, l’assenza totale di autorevoli voci movimentiste che da tempo hanno sempre avuto funzione di traino e di stimolo per l’azione politica locale, come Lista Città o Centro Studi Lazzati. – secondo Cordiano – è in quest’ottica che diventa sempre più necessario rispolverare il significato originario di “politica”, aprendosi nuovamente alla partecipazione diretta del popolo, tornando sul territorio ad incontrare la gente, invitandola a costruire percorsi rinnovati di coinvolgimento e protagonismo cittadino, secondo le più antiche logiche del movimentismo, rappresentato dalla mobilitazione di gruppi della società civile, riuniti in un laboratorio di idee nel quale le relazioni sociali sono per lo più a carattere cooperativo, dotate di forte carica emotiva e tese a perseguire obiettivi di trasformazione, di difesa e di promozione, attraverso iniziative esterne che siano da incentivo e da sollecitazione per le istituzioni, chiamate ad una rinnovata capacità di ascolto.

Il movimento Labor ne vuole essere un esempio, – conclude l’esponente di Labor – e se la politica è costruire insieme la comunità dei cittadini, siamo pronti e disponibili a creare modalità nuove e partecipate per far esprimere fino in fondo quelle energie positive da sempre esistite nella nostra buona società, troppe volte però messa a tacere e costretta ad allontanarsi dalla condivisione della gestione pubblica».