L’aeroporto internazionale di Lamezia Terme da risorsa di sviluppo del nostro territorio a terreno di scontro di interessi privati e gruppi di potere

SITUAZIONE ATTUALE
Il conto consuntivo 2011 della SaCal si è chiuso con una perdita di oltre 2 milioni di euro, cifra che rappresenta ben il 65% delle riserve maturate. A tal proposito non convincono le precisazioni dell’ing. Speziali che ha dichiarato che il “buco di bilancio” sarà sanato con le somme accantonate. Non convincono poiché si tratta delle stesse somme che avrebbero dovuto essere ridistribuite ai soci che se le sono viste sottrarre a causa della pessima gestione di un progetto regionale.  Nello specifico il deficit deriva dalla mancata erogazione da parte della Regione Calabria dei fondi che garantiscono alle compagnie aree low cost  l’abbassamento dei costi per i servizi aeroportuali. 
Si tratta degli aiuti co-marketing del progetto “Calabria in volo” che prevede cospicui sostegni alle compagnie aeree che scelgono il nostro scalo. Un dato per tutti: sulla base di tale progetto a Ryanair spetteranno ben 6 milioni di euro.
Di contro la SaCal ha , in questi anni, ha tentato di rastrellare quanto più introiti possibili come dimostra l’offerta di spazi commerciali interni allo scalo e l’ampliamento a dismisura di parcheggi che, ormai, sono quasi esclusivamente a pagamento. Il Comune di Lamezia Terme ha spiegato pubblicamente la sua posizione di forte critica, analogamente a quanto ha fatto direttamente con i vertici della SaCal, per la cattiva gestione che si è manifestata ed ha deciso di votare contro il bilancio con contestuale avvio di un’azione di responsabilità, per il recupero di 1 milione e 800 mila euro,  nei confronti del presidente pro tempore, Vincenzo Speziali.
Il NO all’approvazione del documento contabile non è stata solamente una decisione formale, attinente a questioni prettamente economiche-amministrative, ma frutto anche di una chiara scelta politica che, in primo luogo, non può veder ricadere sulle spalle dei cittadini lametini i costi per un servizio che non concretizza alcun vantaggio per loro, e, poi, perché si è inteso manifestare la preoccupazione fondata che intorno all’aeroporto lametino si stia consumando un progetto che tenda a escludere la parte pubblica dagli indirizzi di sviluppo futuri a vantaggio di privati e società private.
In questa logica si legge, a nostro avviso, la paventata ipotesi di ricapitalizzare la SaCal da 7 a 12 milioni che, però, non ha tenuto nella giusta considerazione la circostanza che gli Enti pubblici, viste le recenti e stringenti direttive del governo centrale, non possono più partecipare a operazioni di ricapitalizzazione. Ecco perché si teme che lo scenario possibile sia quello che la parte pubblica non potrà continuare ad avere una posizione societaria preminente a favore di gruppi privati che hanno maggiore agibilità nel disporre nuovi investimenti in SaCal che, è opportuno ricordare, avrà la gestione totale dell’aeroporto per i prossimi 40 anni.
Relativamente alle recenti e reiterate richieste pervenute al Comune affinché provveda alla nomina del suo delegato nel CdA, riteniamo più che opportuna la scelta di non procedere a tale adempimento. Appare pretestuoso che solo oggi SaCal insista e solleciti tale designazione quando per molto tempo ha di fatto emarginato il comune socio di maggioranza dalle scelte del cda, nonostante l’ente abbia avuto un proprio rappresentante il quale, sebbene non abbia pienamente percepito il livello di compromissione, in più occasioni ha alzato il velo su procedure discutibili. La scelta politica dell’Amministrazione comunale è da ritenersi incisiva e chiara: non si può continuare a gestire la SaCal come è stato fatto fino ad oggi e sperare che il Comune di Lamezia Terme resti silente o, addirittura, compiacente. La marginalità nella quale è stato confinato, a causa di precise strategie politico-imprenditoriali, non ha consentito di incidere in termini progettuali e di controllo. Dichiarare, quindi, di non partecipare alle riunioni del CdA della società è una scelta politica di rottura con certi pessimi meccanismi gestionali. 

GESTIONE
L’attuale dirigenza non risulta essere in grado di rispondere in maniera efficace alle criticità che già sono emerse nel corso di quest’anno. Oltre al buco di bilancio da ripianare si prevede un traffico aereo in forte discesa e una diretta e considerevole diminuzione di passeggeri. Una situazione che richiede la massima attenzione e che non può prescindere, come più volte segnalato anche dalle varie rappresentanze sindacali dei lavoratori, dalla verifica dell’operato dei vertici aziendali e dirigenziali della società.
Di questo, cioè delle cause che hanno portato all’attuale stato di cose, non si parla, né tantomeno la Regione Calabria, socio di maggioranza relativa, ha inteso far emergere sue valutazioni o indirizzi o confrontarsi con gli altri Enti pubblici, Comune di Lamezia Terme in primis, che non sono “allineati” ma che hanno interesse diretto a garantire la massima tranquillità gestionale e una forte ricaduta economica e occupazionale sul proprio territorio. Da quello che emerge il centrodestra regionale con in testa la giunta Scopelliti e a seguire la Provincia e il Comune di Catanzaro preferiscono darsi battaglia tentando di far prevalere, per la nomina di presidente del CdA, il loro delegato diretto.
E’ evidente che questo tipo di atteggiamento, con la situazione economica di cui sappiamo e le prospettive negative dell’anno in corso,  sta ulteriormente aggravando la situazione gestionale dello scalo lametino, facendo perdere tempo prezioso rispetto all’inderogabile necessità di operare scelte oculate, programmare e vigilare attentamente sugli appalti milionari previsti. Occorre confrontarsi in maniera trasparente e perciò ribadiamo  l’urgenza che la Regione si faccia promotrice di un incontro tra tutti i soggetti, pubblici e privati, presenti in SaCal per affrontare in maniera seria e organica tutte le criticità emerse e porre loro un freno immediato.
Spiace, ma non meraviglia in realtà, che si stia continuando  ad assistere a discussioni su questo o quel nominativo mentre sarebbe più opportuno che coloro i quali si “candidano” alla guida della SaCal illustrassero apertamente i programmi e i criteri con i quali interebbero gestire una società così importante.

PERSONALE
Quello della gestione e selezione del personale ad opera della SaCal è argomento di forte critica e fondate preoccupazioni per gli scenari futuri. In svariate occasioni le rappresentanze sindacali dei lavoratori hanno fatto sentire il loro grido d’allarme arrivando al punto di formulare, anche nello scorso mese di ottobre, un vero e proprio atto d’accusa: “la conduzione dell’handling (servizi a terra) è un fatto unilaterale, come se la società fosse una proprietà privata e non un bene pubblico e collettivo, cancellando ogni forma di rapporti industriali con le sigle sindacali, gestendo il potere contrattuale a livello strettamente indicativo, modificandone i contenuti e gli indirizzi, sconvolgendo i canoni delle assunzioni e delle stesse chiamate al lavoro, che sono regolate da liste di precedenza, di anzianità e carico familiare, non certamente da rapporti di nepotismo e parentele varie”. Non è superfluo, inoltre, richiedere al management della SaCal una maggiore trasparenza nell’affidamento di incarichi professionali e dirigenziali in quanto sono spesso queste professionalità a dover apportare un valore aggiunto e determinante per l’efficacia dei servizi.
Discorso ben più ampio merita la questione riguardante la selezione del personale. Una società a maggioranza pubblica, al di fuori da ogni logica formale, deve garantire la massima trasparenza e partecipazione. Non è stato così in SaCal. Nessuno può dimenticare le selezioni effettuate attraverso questa o quella società interinale alla quale una normativa molto elastica garantisce ampi margini di discrezionalità. E’ stato scelto un percorso opposto rispetto a quanto è doveroso attendersi da una società a prevalenza pubblica che deve garantire condizioni di parità di trattamento e criteri trasparenti ed oggettivi alla base delle assunzioni. Allora è doveroso domandarsi  per quale ragione SaCal non utilizza le procedure previste dal D.Lgs 181/2000 (Disposizioni per agevolare l’incontro fra domanda ed offerta di lavoro), nonché quelle applicative definite dalla Regione Calabria, che regolano rigorosamente le assunzioni nelle pubbliche amministrazioni che devono avvenire, per lavoratori con cosiddetta bassa qualifica, esclusivamente con selezione pubblica presso il Centro per l’Impiego.
In mancanza dell’indispensabile trasparenza nel settore del personale è legittimo allora denunciare con forza pubblicamente le pratiche, fin qui adottate,  improntate alla massima discrezionalità.
I dipendenti, è opportuno evidenziarlo, sono la prima e più importante risorsa della società che deve valorizzarne l’impegno, assicurarne l’aggiornamento professionale, garantirne stabilità e certezza di programmazione.
Condividiamo, quindi, le preoccupazioni sorte all’indomani dell’acquisizione da parte della Baltic Ground Services IT dei servizi di handling presso l’aeroporto lametino. Per servizi di terra o handling si intendono tutte quelle operazioni necessarie e accessorie per l’assistenza alla partenza, all’arrivo, alla sosta dell’aereo e al carico, in riferimento sia ai passeggeri che a bagagli. In questi servizi rientrano ad esempio l’accettazione e l’imbarco dei viaggiatori, lo smistamento dei bagagli, il carico e lo scarico dell’aeromobile e la sua pulizia interna.
Come si rende palese la società, con sede a Riga in Lettonia, dovrà assicurare tutta una serie di attività fondamentali per lo scalo aeroportuale che incideranno profondamente sulla qualità e l’efficienza della struttura. Le preoccupazioni nascono principalmente dalla mancanza di chiarezza circa l’utilizzo del personale che, già oggi, svolge e ha svolto in passato tali servizi e sulle misure che saranno utilizzate per la selezione e l’assunzione di ulteriore personale.
Dalla SaCal ci aspettiamo un intervento concreto a salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e del rispetto della contrattazione nazionale in materia, così come prevedono le disposizioni dell’ENAC.
Sempre in tema di personale, considerati i ripetuti episodi di cronaca nera e giudiziaria che hanno interessato alcuni dipendenti anche per reati molto gravi, auspichiamo un maggiore controllo da parte della società che farebbe bene a inviare alla Prefettura una richiesta di verifica circa eventuali segnalazioni giudiziarie a carico dei propri dipendenti. 

TRASPARENZA
Le dimissioni dalla presidenza dell’ing. Vincenzo Speziali assumono contorni poco chiari. Nel corso degli ultimi anni la sua funzione è stata più volte oggetto di interrogazioni parlamentari e prese di posizioni politiche circa l’evidente incompatibilità del suo incarico con quello di senatore in carica. Nemmeno le lacunose precisazioni provenienti dalle aule parlamentari hanno schiarito le ombre. Ciononostante lo stesso Speziali ha sempre sostenuto che sia in maniera formale (appunto la compatibilità), che in maniera sostanziale (la costante presenza in seno alla società) il suo impegno sarebbe stato totale. Salvo comunicare, recentemente, che propri a causa dei suoi impegni parlamentari non può più assicurare la necessaria attenzione alla società e, in ragione di tale impedimento, ha rassegnato le dimissioni.
Stigmatizziamo tale comportamento che appare irridente e poco rispettoso verso una società per azioni così importante e segnaliamo con preoccupazione come fin dai primi momenti di vacatio della massima carica gli enti pubblici di centrodestra abbiano iniziato una lotta interna per piazzare in quella poltrona il loro delegato. Prova ne è che la nomina dei rappresentanti della Regione, della Provincia, del Comune di Catanzaro e della Camera di Commercio concretizza una sfida tutta interna al PdL e dimostra, ancora una volta, il ruolo decisivo esercitato dal capoluogo sugli assetti della SaCal.
E’ forte la preoccupazione che intorno alla guida della società aeroportuale si stia svolgendo una lotta anche tra gruppi imprenditoriali catanzaresi. E la preoccupazione è ancora più alta se si tiene conto che sono già in fase avanzata le procedure per la costruzione del primo lotto funzionale della nuova aerostazione passeggeri (importo complessivo 58 milioni di euro), che sono previsti ulteriori interventi sulla viabilità interna e per la realizzazione di nuove aree parcheggio nonché la costruzione di un business hotel per 80 camere e di un ristorante nella nuova torre di controllo.
Lavori, in aggiunta a quelli già in itinere di prolungamento della pista, che richiederanno risorse economiche molto ingenti e per i quali è necessario il massimo coinvolgimento delle competenti Autorità di Vigilanza per assicurarne il rispetto delle leggi e la massima trasparenza.
Per tali ragioni, ad esempio è necessario che il bando di 58 milioni sia sottoposto al vaglio rigoroso dell’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici e che siano rispettate in ogni fase delle procedure trasparenza, imparzialità e rispetto delle regole.
E’ sulla base di queste considerazioni che tutto il centro-sinistra assume l’impegno insieme al Consiglio comunale e al suo prossimo rappresentante non solo a vigilare ma a fare proposte, oltre a quelle indicate nel presente documento, per invertire la rotta in direzione di una maggiore trasparenza ed efficienza gestionale della SaCal per garantire uno sviluppo virtuoso allo scalo lametino.