Lamezia, Meetup 5 Stelle: “L’abisso tra la rettitudine morale di Antonio Taiani e altri imprenditori lametini”

LAMEZIA TERME – “L’ennesimo scioglimento del consiglio comunale di Lamezia Terme testimonia quanto sia ancora radicato il connubio tra la politica (non tutta ovviamente) e le locali consorterie mafiose. Cosche che, è risaputo, si arricchiscono anche con le estorsioni perpetrate nei riguardi di commercianti ed imprenditori. Una classe imprenditoriale, quella lametina, che, tranne rarissime eccezioni, non ha mai voluto alzare la testa gridando un forte e deciso NO collettivo a parassiti che ancora oggi, nel 2017, pretendono di vivere sulle spalle di chi giornalmente suda le proverbiali sette camicie per portare un pezzo di pane a casa. Tolti tutti coloro che non si ribellano al pizzo perché sono a loro volta collusi, per via diretta o indiretta, con le ndrine locali, resta, comunque, una sostanziale fetta di imprenditori che preferisce continuare ad abbassare la testa, rinunciando a fare rete, e quindi a coalizzarsi, contro il malaffare. Come anticipato, c’è, tuttavia, chi ha deciso di tenere la schiena dritta, opponendosi sempre con coraggio, fermezza e coerenza alle richieste estorsive. E’ il caso del noto imprenditore lametino Antonio Taiani. A sei anni di distanza dal figlio Luigi, prematuramente scomparso, nei giorni scorsi ha lasciato la vita terrena anche lo storico fondatore e proprietario della Silanpepe (oggi Silan Srl). Un uomo che ha pagato un prezzo altissimo per il suo coraggio, dato che oltre agli innumerevoli danneggiamenti di chiara matrice estorsiva alla sua azienda, finì addirittura vittima di un agguato nel quale rimase seriamente ferito. Come Meetup 5 Stelle Lamezia Terme – Amici di Beppe Grillo, intendiamo ricordarlo con queste poche righe, sperando possa essere stato da fulgido esempio per le nuove generazioni. Perché Lamezia non potrà mai pienamente progredire fin tanto che ci sarà ancora tanta, troppa gente, disposta ad alimentare le casse, grondanti sangue, di determinate famiglie.
Anni luce distanti dalla rettitudine morale della famiglia Taiani, si sono invece dimostrati, recentemente, altri commercianti ed imprenditori lametini. Se i titolari di un bar/ristorante zona svincolo autostrada A2, di un negozio di abbigliamento zona scuole Nicastro e di un salone di barbiere/parrucchiere di Capizzaglie, hanno deciso di non costituirsi parte civile nei processi riguardanti le intimidazioni subite, c’è chi ha fatto ancora peggio, ostinandosi a negare nonostante la confessione ed ammissione del loro stesso estortore. Ebbene si, i proprietari di un ristorante zona Fiat e, soprattutto, di una grossa e nota azienda di materiali elettrici, sono stati per questo rinviati a giudizio per favoreggiamento!
Comportamenti, quelli dei titolari delle ultime due attività commerciali menzionate, che non condividiamo affatto. Anzi, ci amareggiano non poco ma, soprattutto, non rendono onore a tutti coloro i quali, proprio poiché tra i pochissimi ad aver, al contrario, denunciato, si trovano a vivere sotto scorta”.

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Amici di Beppe Grillo