Lamezia, Piccioni: “Su Crisalide da Mascaro e dai suoi ennesimo schiaffo alle istituzioni”

LAMEZIA TERME – “Nel consiglio comunale di ieri abbiamo assistito all’ennesimo schiaffo alle istituzioni da parte di questa amministrazione e di questa maggioranza. Serve a poco gloriarsi del tricolore o cantare l’inno nazionale con la mano sul petto se poi un Sindaco, spalleggiato da un presidente del consiglio sempre meno arbitro super partes e sempre più servo del sindaco, insulta  con i fatti il buon nome delle istituzioni mettendo a tacere l’opposizione, con toni e modi da stadio scurrili inaccettabili da chi ricopre quel ruolo,  negando la discussione sui fatti gravi accaduti in città negli ultimi giorni.

Perché mai avremmo dovuto aver timore di affrontare il bilancio, quando avevamo già anticipato il nostro voto contrario per le criticità del documento contabile, alcune delle quali messe nero su bianco dai revisori? Come abbiamo sempre fatto, dopo aver discusso dell’operazione della magistratura e dei suoi risvolti, saremmo rimasti in aula anche fino a mezzanotte per discutere il bilancio. La verità è un’altra e i cittadini la sanno bene: sono sindaco e maggioranza ad esser voluti scappare dalla discussione sull’operazione Crisalide,  salvo poi tentare di salvare la faccia con una discussione autocelebrativa e autoreferenziale. E’ questo il concetto di democrazia che ha questa amministrazione e questa maggioranza? Tutta la comunità lametina è fortemente preoccupata per i particolari emersi dall’operazione e gli eventuali rischi per la città e le sue istituzioni democratiche. Possibile che solo il Sindaco non se ne sia reso conto? Possibile che solo il Sindaco non abbia contatto con la realtà?

Che il Sindaco stia sempre più perdendo il contatto con la realtà ne sono prova i toni messianici e quella lunghissima relazione introduttiva al bilancio consuntivo che, più che un’introduzione a un documento contabile, ricordava un’agiografia, quei racconti in cui si esaltavano le gesta e le virtù eroiche dei santi. “Miracolo” è stata la parola che gli abbiamo sentito ripetere più volte quasi che, senza essere blasfemi, il Sindaco stia avanzando proposta per la propria canonizzazione già in vita, che sarebbe uno dei primissimi casi nella storia.  Ma quale fatto “unico e straordinario” approvare il consuntivo a maggio, per di più dopo una diffida prefettizia, se è il Ministero ad aver fissato quest’ anno il termine ultimo per approvare i bilanci al 30 aprile? Se in passato i bilanci sono stati approvati più tardi è solo perché lo consentiva la legge: altrimenti il Comune sarebbe stato sciolto. Ma quali miracoli e quali gesta eroiche? La realtà, che il Sindaco con i suoi voli pindarici autocelebrativi ha ormai smarrito, è quella di una città ferma, senza un minimo di iniziativa e programmazione, in emergenza su più fronti, dall’acqua che in alcuni punti della città manca ogni sera alla situazione insostenibile dei rifiuti. Vada in giro a chiedere ai cittadini se vedono questi miracoli!!!

La città ieri ha visto per l’ennesima volta l’immagine di un’amministrazione forte con i deboli e debole con i forti: che lascia a secco le famiglie anche per morosità lievi e poi ha paura a metterci la faccia e a parlare quando vengono coinvolte in vicende giudiziarie esponenti della sua maggioranza. E’ avvenuto così ieri con l’operazione Crisalide, è avvenuto con la vicenda del padre del presidente del consiglio comunale che mai è stata discussa in aula, nonostante le richieste ripetute dell’opposizione, è avvenuto con la Sacal. Sappiamo benissimo che i processi si fanno nelle aule dove auguriamo alle persone coinvolte di dimostrare la loro innocenza. Ma i nodi politici di vicende delicate, come quelle emerse nei giorni scorsi, devono essere affrontate nell’aula che è la massima espressione della democrazia nella nostra città. Invece ancora una volta ieri ci è stato impedito di discutere.

Una maggioranza sorda, subito pronta e prona quando c’è da rivendicare posti e poltrone, ma inconsistente e senza spina dorsale quando c’è da prendere posizione su questioni “scomode” ma vitali per le istituzioni cittadine. Paradossale che, chi mette in giro per la città manifesti su Aldo Moro, in aula si comporti in maniera totalmente contraria ai valori che quella figura richiama.

La posizione del Sindaco di fronte ai risvolti dell’operazione Crisalide, che sembra seguire la stessa linea dei sindaci che l’hanno preceduto, ci preoccupa. Una posizione negazionista o attendista può aprire scenari davvero drammatici per la nostra città. Ribadiamo che noi non vogliamo e non vorremo mai il terzo scioglimento che sarebbe una tragedia per la città e una sconfitta per la politica, ma chiediamo al Sindaco di avere il coraggio di affrontare la questione non con le autocelebrazioni, ma con le scelte politiche e i fatti”.

Consigliere Comunale Rosario Piccioni – Lamezia Terme