LAMEZIA TERME: depotenziato il distaccamento dei vigili del fuoco. L’organico passa da 36 a 32 unità

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«Avere un territorio con molte infrastrutture (aeroporto, ferrovia, svincolo autostradale, la più vasta area industriale della Calabria), una orografia complessa, seri problemi di criminalità mafiosa, discariche e impianti di lavorazione dei rifiuti, oleodotti e centrali energetiche, pone un qualche freno a chi di dovere, anche se bisogna sempre aspettarsi una qualche sgradita sorpresa. Ma non si possono di certo ignorare che si tratta di requisiti che portano gran mole di lavoro ai vigili del fuoco: incidenti, incendi e allarmi su autostrada, ferrovia, aeroporto, oleodotti; incendi e allagamenti nell’area industriale; incendi dolosi ed estorisi di natura mafiosa; incendi (soprattutto boschivi); allagamenti e necessità di altri generi di soccorso sulla costa, in città e nei comui del comprensorio.
Una gran mole di lavoro che ha portato il Distaccamento lametino ad essere tra i primi in Italia, dopo quelli delle metropoli, per numero di interventi nel quinquennio 2008/2012 preso a base per pianificare il riordino. Con tutto ciò la bozza di riordino riduce l’organico da 36 a 32 diviso su quattro turni con 8 unità a turno invece degli attuali 9. Questo comporta che, ridotte le uità per turno a 6 a causa di ferie, malattie e riposi, non si potranno più avere come ora una squadra di pronto intervento obbligatoriamente di 5 unità e una di supporto di 2 unità
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Panedigrano poi aggiunge che «quello che brucia è però il restante 60% del territorio provinciale, lontanissimo da tali numeri e da una tale complessità di problemi, nella bozza di riordino viene enormemente potenziato. Oltre alla sede provinciale dove lavorano ogni giorno almeno 18 unità a turno, sono previste altre tre sedi distaccate (Soverato, Sellia Marina e Chiaravalle con altre 15 unità per turno) per un totale di sei squadre di intervento e 30/35 vigili del fuoco costantemente in servizio sul quel territorio. Eppure – prosegue Panedigrano – nel 2008 l’allora sottosegretario minniti aveva promesso di potenziare il nostro Distaccamento proprio per la gran mole di lavoro a cui assolve, anche ora è sottosegretario al ministero degli Interni, per cui se volesse fare quello che aveva promesso potrebbe sempre farlo».
Si condfida ora sui due deputati lametini che potrebbero far sentire le loro voci, una delle quali potrebbe essere fortemente incisiva, se è vero che questa bozza di riordino dovrebbe passare al vaglio di una Commissione del Senato di cui fa parte l’on. Doris Lo Moro. (Gazzetta del Sud -S.in.)