L’anatema dei consiglieri regionali contro Doris Lo Moro è espressione di una concezione sbagliata del confronto politico

L’anatema contro la deputata del Pd Doris Lo Moro da parte dei consiglieri regionali Pdl Orsomarso, Pacenza e Salerno è espressione “personale” di un metodo che non è condivisibile all’interno di un Partito impegnato in prima linea a costruire una grande area moderata alternativa alla sinistra.

Non sarei onesta se in quelle parole accusatorie non denunciassi l’errore di metodo a prendere di mira una persona e trasformarla in un bersaglio. Lo trovo sbagliato e sento la necessità di far sapere ai consiglieri regionali del mio partito che il pdl non può scendere nella schermaglia politica senza mantenere dritta la barra dei valori su cui il partito si fonda e riceve il suo consenso: C’è bisogno di un clima nuovo dentro e fuori il confronto politico. Politicamente condivido l’idea del primato della politica e non considero le ipotesi di scioglimento delle amministrazioni adeguate per le garanzie dei diritti di cittadinanza. Ma alle interrogazioni parlamentari di un certo peso non si può rispondere con dichiarazioni sproporzionate. L’impegno politico a mio avviso è quello di dare risposte adeguate, senza accuse ritorsive che rischiano di condannare i calabresi a fare cento passi indietro. Mi scuseranno gli onorevoli consiglieri regionali del Pdl se voglio fare emergere un distinguo tra le loro dichiarazioni che considero a titolo personale e il modo di concepire l’impegno politico in questa terra. Lo faccio umilmente da cittadina che ha vissuto 8 anni di buona amministrazione Lo Moro, prima ancora che da consigliere comunale del pdl a Lamezia Terme. Per quanto di parte, cioè di partito, fiduciosa nella nuova guida di Alfano, non posso nascondere che da sindaco Doris Lo Moro alla mia città ha rialzato la testa in tempi bui. E oggi che quei tempi bui sembrano ritornati, trovo fuorviante e irrispettoso verso la storia della mia città – oltre che antipatico verso la persona- sforbiciare, come fanno i tre consiglieri, la figura inequivocabile di Doris Lo Moro, additandola per la presenza istituzionale nel 2008 ad una cerimonia ufficiale di inaugurazione per l’insediamento di un’attività produttiva nell’area ex-Sir, i cui titolari sono oggi “attenzionati” dagli inquirenti. Se questa mai diventasse la misura del confronto politico, sarebbe un inno “accusiamoci e condanniamoci tutti”. E’ chiaro che una pratica politica così sconnessa ed esacerbata mieterebbe solo vittime tra gli innocenti. Gli ideali che ritrovo nel pdl guidato da Alfano e che mi auguro possano rilanciare un nuovo patto politico nell’area dei moderati a partire dall’area centrale della Calabria, ci devono spingere a formulare parole e azioni più rispettose dei fatti e della dignità altrui, proprio per essere “migliori” e alternativi. Riorganizzare una grande area moderata alternativa alla sinistra movimentista, a mio avviso significa due cose: 1)non fare gli errori degli avversari e rendersi conto che le basi per ricostruire un clima nuovo non devono prescindere dalla realtà dei fatti e dal monito cristiano a non fare agli altri quello che non vogliamo che gli altri facciano a noi. Scusandomi per non aver taciuto, vorrei dire che in avanti sarebbe un bene dirci e mostrarci d’accordo su un punto: che noi esponenti del pdl, impegnati nelle diverse province e città, in diversi ruoli , da moderati vogliamo fare uscire la Calabria dal guado e far tornare la politica a essere parlata con azioni e opere di umiltà e impegno per riportare le istituzioni sul binario agibile della democrazia.

Teresa Benincasa- Consigliere Comunale Pdl