L’associazione “Città delle Idee” con InfoContact. Proposte Risolutive

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Scaduta la commessa il bando parte di nuovo, sempre alla ricerca dell’offerta più bassa.
Per anni in Calabria l’Infoconcat (di Roma!) ha beneficiato di sgravi e incentivi per milioni di euro sul costo della manodopera, potendo così applicare alle grandi società prezzi più convenienti.
Oggi che molti lavoratori si sono fatti una vita intorno a quel lavoro, gli sgravi sono finiti ed il meccanismo si è rotto, col rischio concreto che il servizio venga spostato in nuovi lidi “economici”.
Il tutto, in barba all’art. 4 della Costituzione Italiana, come scriviamo nel nostro appello che vi invitiamo a leggere.
PROPONIAMO pertanto che il legislatore regolamenti urgentemente la materia, prevedendo l’obbligo di inserire nei bandi per l’affidamento dei servizi di call center la c.d. clausola di salvaguardia dei posti di lavoro e di mantenimento delle sedi operative a ragionevole distanza da dove sorgono attualmente.

Quanto alla vicenda Infocontact sede di Lamezia e WIND SPA, a quest’ultima PROPONIAMO di recepire i suddetti principi nell’ultimo bando pubblicato.
Inoltre CHIEDIAMO di consentire ai lavoratori attualmente impiegati sulla commessa di costituire una COOPEATIVA alla quale affidare la prosecuzione del servizio.
Ovvero ancora, di assumerli direttamente, mantenere una sede operativa a Lamezia Terme e aumentare i servizi di call center da gestire da questa sede.

In fondo, nessuno ha mai obbligato WIND ad esternalizzare i servizi e affidarli al prezzo più basso, ma se lo ha fatto, e per anni ha beneficiato dei costi offerti dalla infocontact, ora forse è arrivata l’ora di pensare a qualche spot televisivo in meno e a qualche famiglia in più.

Preannunciamo, infine, che nei prossimi giorni ci faremo promotori di un incontro pubblico, coinvolgendo i consigli degli Ordini degli avvocati e dei dottori commercialisti, al fine di esaminare la possibilità e percorribilità di tutte le azioni utili a tutelare i lavoratori, finanche valutando la percorribilità di un ricorso alla Corte di Giustizia Europea.
Città Delle Idee
F.to gli avvocati, i commercialisti ed i consulenti del lavoro aderenti

COPIA APPELLO CITTA’ DELLE IDEE-INFOCONTACT

L’associazione “Città delle Idee”, da Lamezia Terme, presenta il seguente appello propositivo, affinché venga rivista l’attuale disciplina normativa relativa al mercato del lavoro nei Call Center.
Ad oggi, grandi società operanti in Italia appaltano liberamente, a società di call center, servizi essenziali per la propria attività d’impresa, senza dover tenere conto dei diritti dei lavoratori assunti dalle società appaltatrici.
Allo scadere di una commessa, se lo stesso lavoro viene aggiudicato ad altri soggetti, questi non devono preoccuparsi dei lavoratori che vi lavorano fino al giorno prima.
In questo modo, è possibile che nuovi offerenti, avvalendosi delle diverse agevolazioni che consentono o hanno consentito detrazioni o benefici fiscali per l’assunzione di disoccupati o residenti in aree beneficiarie degli sgravi, possano presentare offerte economiche più basse di quello che sarebbe possibile senza le suddette agevolazioni.

Per i primi anni i vantaggi sono per tutti: grandi società appaltanti, che beneficiano di servizi a costi più bassi di quelli che dovrebbero essere; società appaltatrici, che ottengono commesse spesso milionarie; nuovi lavoratori, che riescono a inserirsi in un mercato del lavoro. E magari anche per alcuni “politici” ai quali, se hanno “un’ascendente” sulla società che deve assumere, il sistema del precariato diffuso va più che bene.
In questo sistema, però, anche i contratti di lavoro a tempo indeterminato, di fatto, sono radicalmente incerti e precari, vincolati a circostanze sulle quali i lavoratori non possono avere alcuna influenza.

PRINCIPI COSTITUZIONALI VIOLATI
Ricordiamo a tutti però l’art. 1 della Costituzione, ma ancor di più l’art. 4: “LA REPUBBLICA RICONOSCE A TUTTI I CITTADINI IL DIRITTO AL LAVORO E PROMUOVE LE CONDIZIONI CHE RENDANO EFFETTIVO QUESTO DIRITTO”.
Peraltro, l’unione Europea tutela i diritti acquisiti, come dovrebbero essere quelli maturati da chi è regolarmente inserito in un settore produttivo non soggetto a crisi o riduzione del volume d’affari, e lavora diligentemente e produttivamente.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, l’ associazione politico/culturale CITTÀ DELLE IDEE (CDI), dopo approfondimenti in tavoli tecnici (che hanno visto la partecipazione di avvocati, dottori commercialisti e consulenti del lavoro), intende sottoporre all’attenzione dei soggetti in indirizzo (ognuno per quanto di propria competenza) il seguente

APPELLO:
– A TUTTE LE FORZE POLITICHE NAZIONALI:
si chiede l’adozione di una apposita normativa ad hoc, che renda effettive e concrete anche per i lavoratori in questione le garanzie costituzionali.
Città delle Idee, PROPONE di disciplinare:
1. l’obbligo di salvaguardia dei posti di lavoro degli operatori di call center, in modo che in caso di avvicendamento tra soggetti gestori del medesimo servizio, il nuovo debba dare attuazione all’art. 4 della Costituzione e assumere il personale già in forza al precedente gestore;
2. l’obbligo per il nuovo gestore di mantenere l’unità produttiva/operativa ad una ragionevole distanza da quella dove attualmente insistono i call center, in modo da salvaguardare i diritti dei lavoratori che hanno oramai stabilito la propria residenza nei diversi comprensori.
– ALLE FORZE SINDACALI NEGOZIATRICI A LIVELLO NAZIONALE DEI CONTRATTI COLLETTIVI DI CATEGORIA:
Città delle Idee PROPONE di prevedere, nei prossimi tavoli di rinnovo dei CCNL di
categoria, la effettività della tutela, per mezzo della previsione di apposite clausole
di salvaguardia occupazionale, conformemente a quanto avviene in tanti altri
settori produttivi (tra i vari, ricordiamo l’art. 6 del CCNL Igiene Ambientale, l’art. 4
del CCNL Multiservizi); con la conseguenza di esporre eventuali soggetti
inadempienti alle azioni legali finalizzate alla tutela reale dei lavoratori.

URGENTE
– VICENDA INFOCONTACT SRL E #1800SENZAFUTURO
Nel vuoto normativo lamentato, esemplificativa nella drammaticità è la situazione della società di call center Infocontact Srl di Roma, operante in Calabria, finita da diversi mesi in amministrazione straordinaria.
Negli ultimi anni, grazie alle agevolazioni sulle stabilizzazioni di disoccupati residenti in aree svantaggiate, l’Infocontact ha assunto lavoratori in Calabria, prestando servizi in favore di numerose e grandi società, a vantaggio delle quali ha praticato prezzi molto convenienti (tra le varie società, WIND, ENEL, ENI, TELECOM, VODAFONE, POSTE MOBILI, INFOSTRADA, 1244, DIRECT ASSISTANCE, POSTECOM, CON TE ASSICURAZIONI, TELETU).
Oramai, però gli sgravi e i prezzi bassi sono finiti, la società è in amministrazione straordinaria e non viene invitata a nuove gare, e nessuno si preoccupa della fine dei 1800 lavoratori.
I lavoratori stessi, temendo a ragion veduta il peggio, hanno avviato la protesta #1800senzafuturo, che merita la massima attenzione ed intervento nazionale. Perché, come visto, il problema è del sistema italiano del mercato del lavoro nei call center.
– COMMESSA WIND SPA IN SCADENZA
La WIND spa, che da tempo si avvale dei lavoratori Infocontact srl della sede di Lamezia Terme, ha il contratto in scadenza.
Ha pubblicato un nuovo bando per cercare il nuovo appaltatore con il prezzo più basso, non ha invitato la infocontact (in quanto in amministrazione straordinaria), e non ha previsto alcunché per le centinaia di lavoratori che ad oggi ancora stanno lavorando per la stessa Wind.
In altre parole, a breve i lavoratori potrebbero ricevere una lettera di licenziamento, ed il loro lavoro essere affidato a chissà chi e dove.
Magari addirittura, come capita con sempre più commesse, in paesi stranieri come l’Albania o la Romania.
Non essendo accettabile un epilogo del genere, CITTÀ DELLE IDEE, nell’immediato, PROPONE alla WIND SPA di integrare il bando pubblicato prevedendo:
1. l’obbligo per il soggetto aggiudicatario di assumere direttamente il personale attualmente impegnato sulla commessa;
2. l’obbligo contestuale, per il soggetto aggiudicatario, di mantenere la sede operativa nel territorio comunale di Lamezia Terme (dove gli immobili idonei non mancano e da dove attualmente viene gestita la commessa).
Ancor più, in considerazione della situazione di fatto e degli interessi in campo (quello di WIND di avere un buon servizio al minor costo possibile, e mantenere agli occhi dei propri investitori di borsa l’immagine di società seria; i LAVORATORI a mantenere la propria fonte di reddito e continuare a lavorare diligentemente), si PROPONE A WIND SPA
3. di prorogare il termine di scadenza dell’appalto, essendo nelle sue facoltà;
4. di consentire ai lavoratori che attualmente operano sulla commessa di organizzarsi in forma di società cooperativa di lavoratori, ricevendo poi direttamente l’affidamento della gestione del servizio.
5. In alternativa, di farsi carico di tutto il personale impiegato ed assumerlo direttamente, adibendolo a quei numerosi servizi di call center di cui la stessa Wind necessita costantemente.
Si evidenzia, per altro, che la forma giuridica di società cooperativa, non avendo finalità di lucro bensì esclusivamente finalità di tipo mutualistico, rappresenta lo strumento che rende possibile la prestazione del sevizio con standard qualitativi elevati al costo più basso possibile.
In ordine poi alla qualità e professionalità dei lavoratori sulla commessa specifica, ricordiamo che i lavoratori in questione sono stati formati ed istruiti direttamente da Wind, seppure nei locali della Infocontact srl. Sono perfettamente idonei a erogare i servizi attuali, ovvero essere formati per erogarne ulteriori.
In mancanza di atti e riscontri urgenti e concreti, sarà necessario attivare le forme più coerenti per raggiungere l’obiettivo di tutela reale dei lavoratori. Il Presidente – Andrea Falvo