L’avviso pubblico retroattivo di “Calabria Etica”

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La cosa, considerato il campo su cui agisce, è già di per sé poco “etica” e molto “Calabria”. Ma non è questo il punto, se prendiamo un esempio di come funziona il sistema “Calabria Etica” dando  un’occhiata agli avvisi comparsi sul Burc del 1 settembre scorso (vedi sito). Pur concedendo, con un generoso beneficio del dubbio, che si tratti di una svista, l’avviso pubblico uscito sul Bollettino della Regione n.40 del 1 settembre 2014 con la ‘MANIFESTAZIONE D’INTERESSE PER LA COSTITUZIONE DI UNA SHORT LIST DI PROFILI PROFESSIONALI DA SELEZIONARE AI FINI DELLA REALIZZAZIONE DI ATTIVITA’ DELLA FONDAZIONE CALABRIA ETICA’, o ha qualcosa che non va o è decisamente fondato sulle capacità preveggenti dei candidati. Infatti l’avviso viene pubblicato il 1 settembre, ma all’art.5 del documento è chiaramente indicata la data del 31 agosto come perentoria ed ultima per la presentazione delle domande! E’ evidente che qualcosa non quadra e che il Presidente, che questo atto firma, dovrebbe dare una qualche spiegazione.

Se di errore non si tratta, allora è una truffa e qualcuno se ne dovrà occupare, per chiarire chi è stato reclutato nella ‘short list’ e, a meno che non abbia avuto poteri divinatori, come abbia fatto a presentare la domanda entro la data del 31 agosto visto che il bando è stato pubblicato solo il primo settembre. E’ bene sempre ricordare che stiamo parlando di un ente ‘in house’ della Regione Calabria su cui in questi anni sono state dirottate ingenti risorse che spetterebbero ai Comuni per le politiche sociali. Ora la trasparenza non dovrebbe essere una virtù morale, ma un obbligo giuridico non solo per conoscere gli ‘esperti’ junior e senior così ‘ispirati’ da presentare le domande prima della pubblicazione dell’avviso, ma anche, ad esempio, per conoscere i bilanci della Fondazione che sul sito internet non si vedono nemmeno con il cannocchiale. O meglio, si vedono i comunicati di presentazione dei vari bilanci scritti da un cospicuo numero di collaboratori addetti stampa (otto?) che, tra una critica e l’altra all’amministrazione sulle loro testate, trovano il tempo per celebrare i “fasti” della Fondazione che li ha arruolati.

Anche perché le liste del suddetto ente di “short” hanno molto poco, considerato il volume di rapporti di collaborazione instaurato a destra come a sinistra con gli ‘esperti’ più vari: una strategia ecumenica che garantisce solidarietà e coperture su vari fronti. Per rispetto alla lingua di Shakespeare dunque bisognerebbe iniziare a chiamarle “long” queste ‘list’ e cominciare a vederci chiaro su un sistema di reclutamento anomalo, che spreca risorse pubbliche e ruota intorno all’entourage politico di un personaggio in cerca di candidature, un sistema discutibile e opaco che fa ruotare i destini professionali di tante persone attorno a un politico e alle sue aspirazioni di potere. E che pubblica avvisi di reclutamento del personale a termini scaduti. Giandomenico Crapis