Lentidoro e Muraca “Tromba non sa”

Enzo Tromba, commissario provinciale di Idv, all’interno di un’intervista, nei giorni scorsi, nella quale era stata analizzata la situazione politica ma anche sanitaria della città della Piana, ha dichiarato: “Il direttore generale dell’Asp Gerardo Mancuso, probabilmente è stata una delle poche scelte positive fatte da questo governo regionale”. Le sue dichiarazioni hanno suscitato qualche reazione. I primi ad intervenire sono stati Felice Lentidoro e Francesco Muraca, esponenti dello stesso Idv, i quali si dicono “senza parole” per “la dichiarazione del commissario Idv Tromba, circa la nomina di Gerardo Mancuso come una delle poche scelte positive fatte da questa giunta regionale”. “Comprendiamo – dichiarano – che il Tromba vive lontano dalla provincia di Catanzaro e dalla città di Lamezia Terme e quindi non conosce né come vanno le cose all’ospedale di Lamezia né a quello di Soveria e non sa nemmeno che il vero compito che si è assunto Mancuso è proprio quello di smantellare la sanità lametina. Ma sa Tromba – chiedono – che ancora mancano ben nove primari all’ospedale di Lamezia Terme? Sa che per prenotarsi una visita occorrono otto/nove mesi e a volte pure un  1 anno? “. E pur “comprendendo Tromba per la lontananza – aggiungono che – sarebbe stato opportuno che qualcuno lo avesse informato su come stanno davvero le cose. L’ospedale di Lamezia sta cadendo a pezzi e se non si provvede in tempi rapidissimi a sistemare le facciate esterne si rischia davvero una bella frittata. Sa Tromba – si chiedono – perché si è arrivati ai quasi duecento iscritti Idv a Lamezia? Per l’esatto contrario di quello che lo stesso va dicendo e praticando e ci dispiace il silenzio di quanti hanno contribuito con le loro idee e con il loro impegno e insieme al nostro gruppo al raggiungimento di importanti obiettivi politici e di partito”. “Se non ricordiamo male – scrivono – non più tardi del mese di luglio il gruppo regionale di Idv ha tenuto una validissima iniziativa a Soveria Mannelli dove, tra le altre cose, si auspicava che Mancuso non venisse confermato nel suo ruolo, ora, invece, lo si ritiene un salvatore della patria. All’ospedale di Lamezia – sottolineano – succedono fatti da far rabbrividire dove persino l’essenziale tante volte manca e il personale anziché essere supportato anche con l’istituto dell’incentivazione viene demolito nei punti forza della fiducia e della certezza del futuro. Si parla di risparmio e crescono a dismisura i viaggi della speranza. Della medicina territoriale — concludono – è meglio proprio non parlarne. Perchè si deve essere privati del diritto essenziale alla salute e alla possibilità di curarsi nella propria città? C’è tanta gente che tra l’altro tutto questo non può nemmeno permetterselo”.