Lettera Pubblica Al Sindaco di Lamezia

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Le vetrine espongono le loro luci migliori e gli abbellimenti più colorati, per dare, un impronta diversa alla civiltà, dimenticando le ristrettezze dei giorni passati e,per qualche frazione di attimo, non pensare a quelle che verranno.

Sarebbe il caso di dare, anche alla nostra città, una maggiore aria festaiola che, per qualche giorno fa dimenticare gli affanni e sorridere alla vita, imbellettare la socialità che si muove e coprire l’immobilismo con la carta stellata e dorata dei giorni migliori.

Egregio sindaco, lo spazio per dare un tocco di calore all’inverno morale della gente esiste: è quella piazza d’armi, non ancora finita, divenuta il grido della moderna architettura in un bagno di cemento e pietra a sostituzione dello scenario di giardini e aiole esistenti anni fa, fantasmi dell’antico, ma sempre presenti nel cuore e nella memoria della gente.

La collettività è delusa,stanca di una politica inutile carica di parole ma non di fatti, capace soltanto di far affossare, ancor di più, il già precario equilibrio economico della gente.

Mi appello alla sua umanità per realizzare un respiro di quiete e cercare di vivere l’attimo fermandolo nell’istante che fugge.

Quel momento diverso è creabile con la festività prossima, nel quale si può trasformare il cemento del giardino incompleto di Piazza D’Armi in una allegorica fantasia di luci, possibili presepi, arte in cui siamo maestri, bancarelle in un mercatino dei più disparati oggetti, ambiente speciale che possa attirare e sedurre la curiosità del sociale nel disegno di un semplice sorriso che, per il soffio di uno spazio, fa cancellare le crude e nere nubi dei giorni difficili.

Ci pensi signor sindaco, Lamezia vuole vivere meritando d’esistere.

Gianfranco Turino – Presidente di Calabria Sociale