Libia, scontri tra Lega e Napolitano

Roma – E’ un vero e proprio scontro il dopo- in merito alla partecipazione dell’Italia alla missione Nato in . “E’ nostro impegno, sancito dal Parlamento, restare schierati in con le forze di altri Paesi che hanno raccolto l’appello delle Nazioni Unite”, ha asserito il Presidente della Repubblica, , aggiungendo che “non è immaginabile che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali”.

“L’Italia – ha ricordato Napolitano – non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia, un Paese a noi così vicino e con il quale abbiamo nel tempo stabilito rapporti così intensi; non poteva rimanere inerte dinanzi all’appello del Consiglio di sicurezza perchè si proteggesse una popolazione che chiede libertà,  autonomia e giustizia perchè la si proteggesse dalla feroce repressione del regime del colonnello e le si aprisse la prospettiva di una pacifica evoluzione politica e civile verso forme di reggimento democratico”.

Secca la replica del Ministro dell’interno Roberto :  ”Ribadisco la posizione già espressa a Pontida, e cioè la riforma fiscale, la modifica del patto di stabilità e la richiesta al di dire quando terminerà l’impegno in Libia, che è l’unico modo per fermare lo sbarco dei clandestini”.

“Stasera non incontrerò – ha aggiunto – ho altri impegni più piacevoli, vedrò ”.