Mancanza di informazione sui trasporti nucleari: attesa per il pronunciamento del Tar del Lazio

«Mancanza di informazione sui trasporti nucleari: attesa per il pronunciamento del Tar del Lazio»

Domani mattina, Mercoledì 13 luglio, presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, si terrà l’udienza relativa al ricorso presentato dai consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle, Fabrizio Biolè e Davide Bono, in merito al mancato recepimento delle direttive europee Euratom da parte dell’Italia in tema di informazione preventiva alla popolazione in caso di trasporto di scorie nucleari.

Nel merito, il 14 maggio scorso, il Tar del Piemonte si era dichiarato non competente in materia perché l’impugnativa coinvolge anche provvedimenti di natura nazionale ed aveva quindi demandato al Tar laziale lo specifico pronunciamento.

E’ qui utile fare un breve riassunto della vicenda: dopo che il 6 febbraio venne effettuato il primo di dodici trasporti di scorie nucleari da Saluggia verso l’impianto di riprocessamento di La Hague in Francia ed i cittadini improvvisarono un presidio spontaneo presso la stazione di Condove contro quella che era ed è ritenuta una forzatura che mette in forse la sicurezza dei piemontesi, il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle fece redigere un parere legale dal quale si evinse che i trasporti su suolo piemontese, a differenza delle tratte percorse in altri paesi, erano fortemente viziati dalla mancanza totale di informazione preventiva alla popolazione dei comuni interessati dal passaggio dei treni. Di qui l’esigenza di ricorrere presso il Tribunale amministrativo, portata avanti insieme con la Federazione di ProNatura e il sindaco di Villar Focchiardo, uno dei comuni attraversati dalle scorie.

Nel ricorso vengono impugnati il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri numero 44 del 2006, la delibera della Giunta Regionale 25-1404 del gennaio 2011 ed i piani di emergenza provinciali stilati e diffusi dalle Prefetture e contestualmente è presente la perentoria richiesta di sospensiva dei trasporti fino a recepimento formale e completo delle direttive Euratom.

Il giorno 8 maggio, prima dell’udienza presso il Tar Piemonte, venne effettuato un secondo trasporto, sempre lungo la ferrovia della Valle di Susa, e sempre senza che alcun provvedimento in merito alla citata informazione preventiva fosse stato nel frattempo preso a livello regionale o nazionale. Un consistente gruppo di manifestanti dimostrò contro il passaggio del convoglio, ma grazie all’intervento di numerose forze dell’ordine il treno passò.

Ed è davvero strano come ogni qualvolta vi sia un’udienza in tribunale venga annunciato il passaggio di uno di questi convogli nucleari: in taluni casi è poi realmente accaduto, in altri no.

Non è mai stata nostra intenzione interrompere il transito dei treni”nucleari”, anche perché conosciamo i rischi potenziali in caso di interruzione del trasporto, ma proprio per la potenziale pericolosità del materiale, riteniamo doverosa – e dunque da sancire con provvedimenti ufficiali, come da Direttiva europea – la massima trasparenza verso la popolazione piemontese e giudichiamo vergognoso l’atteggiamento per lo più omertoso di alcuni nostri amministratori, come l’Assessore Regionale all’Ambiente Ravello, il quale, interpellato in merito alla questione, ha dimostrato di avere una concezione parecchio distorta della realtà, dichiarando misura importante per la sicurezza l’ignoranza dei cittadini in merito a trasporti e misure d’emergenza.

L’attesa per il pronunciamento del Tribunale Amministrativo laziale è da noi piuttosto sentita.

Siamo sicuri che il Tar nazionale saprà interpretare correttamente la nostra volontà di tutela dei diritti fondamentali alla salute ed all’informazione.