Manifesto di Cariati Unita, la Giunta nomina un legale: «Contenuto falso, diffamatorio e calunnioso»

CARIATI – «Diffamatorio, falso e calunnioso», così la Giunta comunale di Cariati definisce il contenuto del manifesto affisso giovedì 20 giugno per le strade della città e diffuso sul social network Facebook, a firma del gruppo consiliare comunale Cariati Unita, composto da Leonardo Trento, Maria Crescente, Alda Montesanto e Rita Cosenza.
Una pubblica diffusione, con relativi commenti negativi e offensivi sull’attuale amministrazione, per la quale si potrebbe configurare il reato di diffamazione previsto e punito dall’articolo 595 del codice penale.
Nel testo si attribuisce all’attuale Giunta la determinazione n. 66 del 13 giugno 2018.
«Ma tanto per cominciare – sottolineano dall’Amministrazione – le determinazioni sono atti propri degli uffici e non della Giunta, i cui atti sono le delibere».
«Inoltre – spiegano – l’affidamento da parte dell’ufficio competente, e non della Giunta, tra l’altro nominata solo il 14 giugno scorso, alla ditta affidataria è frutto di richieste, preventivi e intese precedenti all’insediamento dell’attuale amministrazione».
«È evidente che non possiamo permettere che si leda ingiustamente l’immagine e l’onorabilità dei componenti della Giunta comunale e di tutta l’Amministrazione. Fatto ancora più grave se una simile azione è opera di consiglieri comunali, che come rappresentanti delle istituzioni dovrebbero conoscerle e difenderle. Pertanto, intendiamo intraprendere ogni iniziativa utile a tutelare l’onore, il decoro, la dignità e l’immagine del Comune di Cariati e dei suoi rappresentanti. A tal fine, abbiamo ritenuto necessario nominare un legale».
L’incarico è stato affidato all’avvocato Giuseppe Labonia, quale legale di fiducia del Comune di Cariati.
«Quello che stanno cercando di insinuare – ha commentato la sindaca di Cariati Filomena Greco – è una cosa gravissima. Come consiglieri, dovrebbero conoscere il funzionamento dell’apparato comunale. E dovrebbero sapere, ad esempio, che esiste una distinzione dei poteri tra chi gestisce la cosa pubblica e gli uffici. Per cui, l’amministrazione non può in alcun modo interferire con gli atti degli uffici: né per l’affidamento di incarichi, né per la scelta di ditte o fornitori. Un concetto che forse non è chiaro a tutti, purtroppo. La vecchia politica ragionava diversamente e aveva molte abitudini poco trasparenti e per nulla rispettose. Vizi e modi di fare che non appartengono a questa amministrazione, come non sono appartenuti all’amministrazione precedente che ho guidato. E che proprio per un atteggiamento di profondo rispetto delle istituzioni e del loro decoro è caduta. A testa alta. Ma questo è il passato. Oggi bisogna tenere l’asticella del confronto politico e istituzionale a un livello di decenza minima. Attacchi beceri e falsi, che danneggiano l’immagine del Comune, non possono essere in alcun modo tollerati. Nel rispetto delle istituzioni, degli interessati, ma anche dei cittadini, che hanno il diritto di essere adeguatamente – e non propagandisticamente – informati. Ma, forse, non era così difficile aspettarsi atteggiamenti simili da chi ha condotto una campagna elettorale con toni violenti e dispregiativi, così come non si era mai visto prima a Cariati. Sorprende che, dopo due sconfitte di seguito alle urne, non si sia ancora capito che i cittadini non amano questi toni. Si aspettano, invece, maggiore serietà e responsabilità».