Manovra, avvocati e notai del Pdl agitati contro le liberalizzazioni.

Roma – Mentre la manovra vola sulle ali dell’entusiasmo, non mancano all’interno della maggioranza – proprio nel Pdl – i dissidenti. La rivolta questa volta investe coloro i quali di mestiere fanno i notai e gli avvocati.

Compatti, infatti – nonostante la scelta del governo mettere la fiducia -, starebbero effettuando una raccolta di firme volta alla prosta nei confronti del testo da domani al voto del Senato. Fulcro della vicenda sarebbe un punto in particolare, l’articolo 39-bis, inerente le liberalizzazioni delle professioni: “Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, il testo – ha assicura un avvocato del Pdl – non lo voteremo mai, dovesse anche cadere Tremonti”.

“Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore. Non mi sembra materia da inserire in un decreto”, sostiene l‘avvocato-ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Ma a preoccupare molti parlamentari del Pdl ci sarebbe anche un emendamento firmato dai capigruppo dell’opposizione al Senato che prevede l’incompatibilità di cariche, l’equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e un cambiamento del sistema dei vitalizi. Per quanto concerne quest’ultimo tema l’emendamento infatti specifica: “Gli uffici di presidenza delle due Camere adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagraficicontributivi per l’accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente”.

Solo alla Camera gli ‘interessati’ sarebbero 9 presidenti di provincia e 6 sindaci. “E state pur certi – si assicura ancora nel Pdl – che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra“.

Nel frattempo il governo cerca di trovare una soluzione. Si è svolta, infatti,

un’altra riunione dal presidente del Senato Renato Schifani con i capigruppo di Lega e Pdl Federico Bricolo e Maurizio Gasparri, il relatore Gilberto Pichetto Fratin, il presidente della commissione bilancio Antonio Azzollini e il sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti. Fra i nodi, proprio l’introduzione in manovra della liberalizzazione delle professioni.