Manovra, Pd e IdV si scagliano contro il testo.

Roma – “Il Governo e la maggioranza PdL-Lega hanno vilmente scaricato sulle spalle dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie a reddito basso e medio una manovra con un impatto regressivo senza precedenti. Hanno vilmente scaricato su Regioni, Province e Comuni il compito di tagliare servizi essenziali ai cittadini o aumentare le tasse”. Lo ha affermato, ormai abbandonato l’entusiasmo iniziale procurato dalla rapida approvazione della manovra, il responsabile economico del Pd Stefano Fassina che fa appello “a tutte le forze sociali ed economiche affinché si mobilitino per correggere il segno regressivo della manovra, un segno che la renderà ancora più deflattiva e meno efficace ai fini della riduzione del debito”.

“Hanno vilmente scaricato – prosegue Fassina – sul prossimo governo l’onere di aumentare l’Irpef ai soliti noti.  Il ministro Tremonti è arrivato a programmare anche il taglio della deducibilità dei contributi sociali versati all’Inps. In altri termini, propone di tassare due volte lo stesso reddito. Il Governo Berlusconi-Bossi-Tremonti costa all’Italia ogni giorno di più”.

“Noi l’abbiamo detto e proposto: eliminate le Province, abolite i rimborsi elettorali, togliete le auto blu, dimezzate i parlamentari, levate i vitalizi, bloccate le consulenze, togliete 25mila cda nelle partecipate dagli enti locali, chiudete le rappresentanze delle Regioni all’estero, fate pagare gli evasori fiscali. Hanno scelto un’altra strada, quella di togliere ai cittadini e salvare la Casta“. Queste invece le parole, diffuse attraverso la sua pagina Facebook, del presidente dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro.