Movimento a cinque stelle: «Nuova legge sulla caccia: la pressione delle lobby»

La “nuova legge sulla caccia”, come la definisce l’Assessore Sacchetto non è altro che un maxi emendamento al disegno di legge collegato alla finanziaria, che si è andato via via riducendo. Fin da subito ci siamo dichiarati contrari all’inserimento di argomenti venatori nella finanziaria, tanto più che quattro sono le proposte di legge in materia giacenti presso la commissione competente.Le emergenze indotte, come quella degli ungulati, dipendente dalla facilità dell’iter per l’ottenimento di licenze di allevamento cinghiali (e dalla susseguente leggerezza di capi che inspiegabilmente “escono” dai recinti) potrà sì trovare risposta nelle lasse regole approvate martedì scorso in Consiglio Regionale, ma sappiamo che dietro la graduale liberalizzazione del prelievo venatorio si nasconde ben altro: la pressione della lobby di cacciatori che, pur contando in Piemonte poco più di ventottomila unità, riesce a premere sulle scelte di maggioranza e Partito Democratico. Prova ne sia che le proposte di legge dai rispettivi gruppi presentate (104 e 141) nascono da principi molto simili e a risultati molto simili porterebbero il Piemonte.Il Gruppo del MoVimento 5 Stelle è impegnato su due fronti: ha volentieri sottoscritto una proposta di legge elaborata in accordo con la principali associazione che combattono la crudele e pericolosa attività, la quale ricalca i quesiti referendari per i quali più di vent’anni fa sono state raccolte 60.000 firme; e darà un forte contributo alla manifestazione nazionale di metà settembre che quest’anno si terrà proprio a Torino.

Uniremo partecipazione, popolare, informazione e sensibilizzazione verso un’attività che, oltre al resto, miete in Italia decine di vittime ogni anno.