Nicolino Panedigrano: “Talarico chieda perchè bisogna aspettare 3-4 mesi per una visita specialistica”

Il rappresentate del comitato “Salviamo la sanità lametina” Nicolino Panedigrano afferma che «Tra qualche giorno il presidente Talarico sarà chiamato nel nostro ospedale a inaugurare il reparto di ostetricia (già da sempre in funzione), un centro prelievi allocato in locali non idonei e l’acquisto di due macchine per il trasporto sangue: purtroppo si continua con la politica degli annunci e delle apparenze, come si è già fatto con i centri di eccellenza delle porfirie e della fibrosi cistica e con i posti letto del centro protesi Inail. – e aggiunge – Franco Talarico dovrebbe invece chiedere al direttore generale che lo invita in ospedale i dati di come funziona, o meglio non funziona, la sanità a Lamezia e nel comprensorio, sia quella ospedaliera che quella territoriale. Se gli chiedesse dell’attività nei reparti ospedalieri ancora attivi, si accorgerebbe che l’ostetricia è il reparto più frequentato e a quel punto dovrebbe farsi chiarire cosa questo significhi per un ospedale pubblico inserito nella rete dell’emergenza.

Dovrebbe in sostanza– prosegue Panedigrano – farsi chiarire se si sta facendo qualcosa per evitare che il reparto superi quel limite massimo del 40% di parti cesarei oltre il quale si incorre automaticamente nella disattivazione del reparto, tanto più ora che è previsto per il 2012 un abbassamento di quel limite. Talarico si faccia assicurare che il punto prelievi sia idoneo a ospitare in quell’angusto spazio e in quella minuscola volumetria tutti assieme: pazienti immunodepressi, donne in gravidanza, anziani, bambini e neonati.

Chieda inoltre perché — conclude Panedigrano — dopo le specialità ospedaliere, si stiano prosciugando a Lamezia anche le prestazioni ambulatoriali specialistiche con il sistema di avviare i pazienti lametini a Catanzaro centro, a Catanzaro Lido e a Soverato, dove le visite si possono prenotare più o meno nell’immediato, mentre nell’ospedale di Lamezia si possono prenotare solo dopo 3-4 mesi. Si faccia, infine, spiegare dal direttore generale se nel rinnovo del personale precario ha seguito criteri di scelta oggettivi per ammettere o escludere i precari e renda pubblici quei criteri».