Oliverio proclamato governatore. Wanda Ferro esclusa. Assegnati i seggi, si apre ora la stagione dei ricorsi, a cominciare da quello della Ferro

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Alla fine la Calabria è riuscita a mettere in piedi il nuovo Consiglio regionale. C’è voluto del tempo per via di quelle due sezioni di Castrolibero che hanno tenuto l’universo politico col fiato sospeso, ma ieri finalmente ogni cosa è stata sistemata al posto giusto. O in qualche caso – a prestare attenzione ai rumors dei ricorsi in itinere – al posto sbagliato.
Al posto di Governatore, e almeno su questo non ci sono dubbi, c’è l’on. Mario Oliverio, già consigliere regionale, già assesore regionale, già parlamentare, ex presidente della Provincia di Cosenza, proclamato presidente della Regione dall’Ufficio centrale elettorale della Corte di Appello di Catanzaro. La proclamazione è stata fatta dal Collegio presieduto da Fabrizio Cosentino e composto da Antonio Saraco e Giancarlo Bravin.
L’Ufficio elettorale ha provveduto anche alla ripartizione degli ulteriori dieci seggi dei consiglieri eletti con i “resti”, ripartiti su base proporzionale alle varie liste, dopo i quattordici a “quoziente pieno” già attribuiti dagli uffici circoscrizionali. Infine sono stati attribuiti i sei seggi del cosiddetto premio di maggioranza, che in realtà è stato diviso in parti uguali avendo la coalizione di maggioranza abbondantemente superato il cinquanta per cento dei consensi nelle elezioni del 23 novembre.
Complessivamente la maggioranza di centrosinistra potrà contare su 19 seggi mentre sono 11 quelli assegnati alle due coalizioni di opposizione, otto per la coalizione di centrodestra guidata da Wanda Ferro e tre per quella (l’Alleanza Popolare composta da Ncd e Udc) capeggiata dal sen. Nico D’Ascola.
Riassumento, per la Circoscrizione Nord (che coincide con il territorio della provincia di Cosenza) il quadro è il seguente: Pd 3 seggi, lista Oliverio Presidente 3 seggi, Democratici e Progressisti 1 seggio, Forza Italia 2 seggi, Casa delle libertà 1 seggio, Nuovo Centro-destra 1 seggio.
Per la Circoscrizione Centro (province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia): Pd 3 seggi, lista Oliverio Presidente 1 seggio, Calabria in Rete 1 seggio, Democratici e Progressisti 1 seggio, Forza Italia 2 seggi, Casa delle libertà 1 seggio, Nuovo Centrodestra 1 seggio.
Per la Circoscrizione Sud (provincia di Reggio Calabria): Pd 3 seggi, lista Oliverio Presidente 1 seggio, Democratici e Progressisti 1 seggio, La Sinistra 1 seggio, Casa delle libertà 1 seggio, Forza Italia 1 seggio, Nuovo Centrodestra 1 seggio.
Ora ilpresidente Oliverio entro dieci giorni dovrà provvedere a nominare la Giunta, mentre l’ex presidente del Consiglio Franco Talarico dovrà provvedere, quale uscente, alla convocazione del Consiglio non oltre il primo giorno non festivo della terza settimana successiva alla proclamazione degli eletti. Se non si provvederà, l’assemblea si riunirà di diritto entro il primo giorno non festivo della settimana successiva. La seduta viene presieduta dal consigliere più anziano d’età affiancato dai due più giovani. (Gazzetta del Sud -P.ca.)

Naturalmente Wanda Ferro, competitor di Mario Oliverio nella corsa alla Presidenza della Regione, non ha perso tempo e, con l’assistenza dell’avv. Francesco Pullano, ha già messo a punto il ricorso al Tar avverso la sua mancata nomina quale consigliere regionale, per come ventilato per primo dal sen. Giovanni Bilardi (Ncd), a giudizio del quale a seguito delle modifiche apportate il 16 ottobre alla Legge regionale 1/2005 veniva eliminata la norma desunta dalla legge costituzionale 1/1999 secondo la quale al candidato presidente “miglior perdente” andava assegnato il seggio della sua coalizione assegnato col più basso quoziente.
Come accennato, per Wanda Ferro le cose non stanno così in quanto la legge regionale 19/2014 ha sì abrogato la seconda parte del comma 2. dell’articolo 1 della Legge regionale 1/2005 (in sostanza è stato eliminato il richiamo all’articolo 15 della legge del ’68 in tema di procedure elettorali) ma nello Statuto regionale (articolo 59 comma 5bis) è rimasto, ed è vigente, il medesimo contenuto dei commi che si ritiene siano stati cassati. E una legge regionale non ha maggior “forza” dello Statuto (per modificare il quale vi sarebbe stata la necessità della seconda lettura, impossibile con le elezioni alle porte).
E anche dal campo avverso la Ferro raccoglie solidarietà: «Personalmente ho sostenuto Mario Oliverio – ha commentato Adriana Musella, leader di Riferimenti – ma non ritengo una conquista per la democrazia l’esclusione della Ferro. Non poteva essere realizzata una legge più vergognosa ma, si sa, a ciascuno il suo… e il prodotto esprime a pieno la qualità del legislatore, lo stesso che non ha voluto prevedere la parità di genere, negando di fatto la possibilità alle donne di essere elette al Consiglio regionale».