L’ on. Tonino Scalzo interviene al convegno del 22 novembre a Tivoli Terme sul tema: “Il precariato nuoce alla salute”

tonino_scalzo_convegno_400

Il vice-presidente della III^ commissione ha continuato ponendo l’attenzione sul problema specifico del precariato in sanità, sottolineneando come in questo settore “vi sono comprensibili riflessi sui delicati servizi offerti e sulla qualità degli stessi, con conseguenti criticità e problematiche specifiche. E questo assume ancora più particolari e marcate connotazioni nelle regioni italiane sottoposte a Piano di rientro dal debito sanitario, come la Calabria. Le difficoltà degli operatori precari si riflettono, inevitabilmente, sui pazienti. Il danno sulla salute – almeno quello potenziale – è raddoppiato. Oltre che a carico dei lavoratori, il danno potrebbe ricadere, infatti, anche e soprattutto a carico dei pazienti che proprio da quei lavoratori vengono curati e assistiti.”
Nel suo intervento Scalzo ha spiegato come “Questo fenomeno negativo rischia di manifestarsi non perché il medico o il paramedico precari offrano servizi di qualità inferiore o dedichino ai loro pazienti una minore attenzione. Il problema e’ dato dal fatto che una condizione di “stabile precarietà”, che determina una situazione finanziaria di partenza caratterizzata dall’incertezza, non può non avere riflessi oltre che  sulle scelte economiche, familiari ecc., sulla stessa serenità in ambito lavorativo.”
L’ on. Scalzo ha quindi concluso il suo intervento ponendo l’accento sulla circostanza che “un operatore sanitario non può permettersi il lusso di farsi condizionare in ambito lavorativo, quotidianamente dedicato alla salute dei cittadini, dall’angoscia e dall’incertezza del proprio rapporto di lavoro. Questo possibile potenziale riflesso negativo per i pazienti e’ un rischio che uno Stato civile evoluto non può accettare e che deve necessariamente essere prevenuto in ossequio al principio diretto a garantire a tutti una sanità migliore.”