Ordine del Giorno di SEL sulla discarica di Battaglina

– Che a seguito di accertamenti avviati nel mese di luglio 2010 l’area oggetto dell’intervento,  nel mese di gennaio 2011 è stata sottoposto a sequestro dal Corpo Forestale dello Stato, con l’ausilio di personale del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia forestale) unitamente a personale del Comando provinciale Carabinieri e dei comandi stazione di Girifalco, Serrastretta e Tiriolo in quanto stava per essere costruita in una zona boscata che era stata colpita da un incendio e, quindi, sottoposta a vincolo;
– Che dalle indagini è emerso che il terreno interessato dai lavori è totalmente coperto da bosco proveniente da attività di rimboschimento fin dagli anni 60, da parte di un ente di forestazione (il consorzio Alli punta di Copanello) e come tale soggetto a specifico vincolo idrogeologico di natura inibitoria, è stato totalmente interessato da un incendio nel 2007, e quindi soggetto ai relativi vincoli di inedificabilità previsti dalla legge sugli incendi boschivi (n.353 del 2000) ed è altresì soggetto al vincolo paesaggistico ambientale oltre ad essere gravato da uso civico;
– Che la vegetazione boschiva dell’area è di rilevante pregio sia dal punto di vista ambientale che idrogeologico;
– Che tale sequestro è stato confermato sia dal Tribunale del Riesame di Catanzaro che, in data 18 aprile 2011, dalla Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione; 
– Che, inoltre, la realizzazione di una discarica avrebbe ripercussioni a livello ambientale sulle falde acquifere e il servizio di acqua potabile, considerata la presenza  dell’acquedotto civico Marmoro – Giardinelli, che andrebbero a ricadere interamente su Cortale, Jacurso, Maida, San Pietro a Maida e San Pietro Lametino, compreso una parte non trascurabile di Girifalco.

Considerato:

– Che il progetto pur intitolandosi «Isola Ecologica Battaglina» nella realtà si è trasformato nell’ennesimo scempio ambientale con la costruzione di una mega discarica di circa 3.000.000 mc di rifiuti;
– Che non si comprende come un terreno già sottoposto a indagini, sequestri  e sentenze definitive possa continuare ad essere oggetto di lavori di sbancamento e predisposizione per un impianto di smaltimento di rifiuti di tale rilevanza e grandi dimensioni;
–  Che è già nato spontaneamente un movimento autonomo di cittadini che si oppone alla discarica e sta operando per sensibilizzare istituzioni e cittadini sui rischi derivanti per la salute e per l’ambiente;
– Che tali preoccupazioni sono condivise anche da alcuni dei sindaci del Comuni interessati che hanno partecipato anche ad assemblee pubbliche sull’argomento;
– Che gli stessi Sindaci, al fine di  verificare la correttezza e la rispondenza del progetto alle normative di riferimento, avendo già riscontrato significative anomalie nel rilascio della documentazione necessaria da parte degli enti superiori, hanno deciso di convocare un Consiglio comunale allargato a tutti i Sindaci dei territori interessati.
L’Assemblea Congressuale di Catanzaro
Tutto ciò premesso e considerato:

IMPEGNA

– La deputazione nazionale ad esperire ogni prerogativa istituzionale riservata al fine di chiedere ai competenti Ministeri, alla Regione Calabria e alla Provincia di Catanzaro ogni notizia utile circa la reale corrispondenza dei lavori in atto con il progetto di realizzazione della discarica;
– A richiedere alla Procura della Repubblica di Catanzaro ogni altro ulteriore approfondimento investigativo, con particolare riguardo al regolare rilascio delle autorizzazione previste per legge, considerati i precedenti di natura giudiziaria già verificatisi e l’estrema delicatezza della questione che potrebbe incide direttamente sulla salute delle popolazioni interessate e sulla salubrità e l’equilibrio dell’ambiente;