P4, Lo Presti (Fli): “Il voto segreto su Papa non salverà il Pdl”. Intanto il Pdl attiva una task force per salvare il deputato.

Roma – “Il voto segreto in Aula sulla richiesta di arresto per Alfonso Papa, potrà, forse, salvare il deputato, ma non il Popolo della Libertà. Sarà questa, infatti, la falla che farà affondare come il Titanic, secondo un’espressione cara a Giulio Tremonti, il cosiddetto ‘partito degli onesti’ evocato da Angelino Alfano”. A dichiararlo, in una nota, è Nino Lo Presti, deputato di Futuro e Libertà e componente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, in vista della votazione di mercoledì prossimo in Aula.

Per il parlamentare finiano, “il modo in cui il segretario politico del Pdl Angelino Alfano sta gestendo la gravissima vicenda della P4, più che un leader, lo fa sembrare il commissario liquidatore del suo partito con molte più ombre, che luci. Una funzione questa – conclude Lo Presti – che ricorda quella svolta da Mino Martinazzoli con l’allora Democrazia cristiana, all’epoca della prima Tangentopoli”.

Nel frattempo nel Popolo della libertà si attiverà la task force che da lunedì sarà impegnata – tra Camera e via dell’Umiltà – nel delicato compito di sminare il voto sul caso Papa, evitando che l’Aula spedisca in carcere il deputato Pdl. Tre i compiti della task force: parlare con i garantisti centristi e democratici – si punta soprattutto su dalemiani ed ex Dc – per raccogliere consenso; convincere i pidiellini incerti a difendere Papa e opporsi alla carcerazione preventiva; chiedere infine ai leghisti di votare nel segreto dell’urna contro l’arresto, addossando la colpa a Pd e Udc. L’idea di un soccorso padano resta la speranza di ampi settori del Pdl, essendo trapelato già ieri che proprio questa soluzione sarebbe stata caldeggiata da Berlusconi nel corso di un colloquio con il senatùr. Di questo – e dei nodi di governo – i due potrebbero discutere a inizio settimana, prima del rientro del premier a Roma.