Pasqualino Ruberto replica a Progetto Lamezia

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“Ancora una volta la sinistra, e nello specifico, quelli di Progetto Lamezia, hanno perso un’occasione d’oro per stare zitti di fronte allo sfascio che il loro sindaco sta producendo. Una città chiaramente in affanno con la certificazione della Corte dei conti in tema di dissesto, avrebbe bisogno di interlocutori più credibili. Invece, loro sì che, con la faccia da bronzo che si ritrovano, riescono a replicare anche quando bisognerebbe meditare a mo’ di penitenza sugli errori commessi e poi mettersi da parte. Tirare fuori, poi, la solita storia dello scioglimento comunale del 2002, da tempo è diventata una vicenda stucchevole e verso la quale, nonostante le nostre reiterate richieste di avere lumi sul perché delle mancate conseguenze penali, nessuno ha mai risposto. Evidentemente nessuno era in grado di produrre prove. Lascio ai lametina valutare. Il pudore di cui parla Progetto Lamezia, dunque, va rispedito al mittente con l’aggravio che continuare a difendere un sindaco incapace – nonostante una condizione economica ottimale in cui versavano le casse del Comune dopo trenta mesi di commissariamento – porta a rancori inutili in una città alla deriva che avrebbe bisogno di atteggiamenti propositivi. Altro che incandidabilità del sindaco. Ho messo in evidenza questa possibilità per dimostrare la forte valenza delle contestazioni mosse dalla Corte dei conti e che, inevitabilmente, potrebbero pregiudicare il futuro politico del sindaco, con l’applicazione della Legge Severino che, ovviamente, deve valere per tutti. Francamente, al di là dell’aspetto umano, della sua incandidabilità nessuno gioisce come, strumentalmente, si vorrebbe far credere. Ognuno quando è il momento si metterà in gioco per vedere quanto vale. A me piace giocare la partita e non vincerla a tavolino. Su questo il sottoscritto non teme confronti. Così come, ho già chiarito in tantissime occasioni, anche in sede di Consiglio regionale, la questione del compenso a Calabria Etica e relative cifre lontane dalla realtà. Ricordo che il precedente presidente era un funzionario della Regione e pertanto usufruiva già di un compenso. Stigmatizzo poi le boutade che si sentono anche nelle tv e sui giornali nazionali con giornalisti che diffamano la Fondazione. Per questo ho già dato mandato ai miei legali per sporgere querela e tutelare il lavoro di un Ente virtuoso. Purtroppo siamo in una terra disgraziata come la Calabria e quando qualcuno lavora seriamente, si cerca sempre di insinuare il venticello della calunnia che è tipico di chi prova invidia.  Per quanto riguarda i Comitati elettorali direi che sono ben altri: mi riferiscono all’Arci per esempio, storico feudo di Speranza, o tutte quelle Associazioni che, guarda caso, essendo vicini alla sinistra,  da otto anno gestiscono tutti gli spazi gestibili esistenti in città: culturali, sociali e via discorrendo. Più comitato elettorale di questo! Non saprei. Infine, tornando sul dissesto, ho seri dubbi che si possano chiarire gli aspetti contestati dalla Corte dei conti. Al contrario, non io, ma la città ne prenderà atto. Resta tuttavia un dato certo e inconfutabile: questa Amministrazione è un fallimento. E per il bene di Lamezia vada via al più presto! Dott. Pasqualino Ruberto – Movimento Labor-Nuovo Centrodestra