Pensioni, donne andranno subito a 63 anni. Stangata sull’anzianità. Ministro in lacrime

Bloccato l’adeguamento all’inflazione, salve solo le minime

Estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori, aumento dell’età di vecchiaia per le donne del settore privato, abolizione delle finestre mobili (e assorbimento di questi periodi nell’età effettiva di pensionamento), aumento delle aliquote sugli autonomi ma soprattutto una vera e propria stangata sulle pensioni di anzianità: sono queste le principali misure previste per la riforma della previdenza prevista dalla manovra correttiva presentata dal Governo alle parti sociali alla quale si aggiunge un blocco della rivalutazione delle pensioni rispetto all’inflazione per il biennio 2012-2013 con la sola esclusione dei trattamenti fino al doppio del minimo (467 euro al mese nel 2011). Una misura quest’ultima che ha fatto scoppiare in lacrime il ministro Fornero. Ecco in sintesi le principali novità della manovra in materia previdenziale:

FORNERO, REINTRODUCIAMO PRINCIPIO FLESSIBILITA’: le misure in materia previdenziale contenute in manovra si basano, ha chiarito il ministro Elsa Fornero, «sulprincipio della “flessibilitànelpensionamento. Vogliamo reintrodurre una flessibilità e accompagnare con incentivi il proseguimento dell’attività lavorativa. Abbiamo passato al setaccio il sistema pensionistico per individuare privilegi ed eliminarli o attenuarli».

ADDIO ALLA FINESTRA MOBILE, SARA’ ASSORBITA NELL’ETA’ EFFETTIVA: scompare il meccanismo della “decorrenza” di 12 mesi per i dipendenti e 18 per gli autonomi previsto dalla manovra 2010 a partire dal 2011 che allungava di fatto i tempi per l’accesso al pensionamento. Il periodo sarà però assorbito nei requisiti che per la vecchiaia degli uomini dipendenti saranno dall’anno prossimo quindi pari a 66 anni (65 anni attuali più 12 mesi di finestra). Gli autonomi andranno in pensione a 66 anni e mezzo (andavano a 65 ma a questi si aggiungevano 18 mesi di attesa di finestra mobile).

AUMENTO ETA’ DONNE PRIVATO, IN VECCHLIIA A 63 ANNI NEL 2012: si accelera sull’aumento dell’età di vecchiaia delle donne dipendenti del settore privato. Dal 2012 andranno in pensione a 63 anni mentre entro il 2018 saranno a quota 66 come gli uomini (l’età salirà a 64 nel 2014, 65 nel 2016) e le donne del settore pubblico (a 66 anni dal 2012). Lo scalino tra 2011 e 2012 sarà quindi di due anni dato che quest’anno le donne dipendenti del settore privato uscivano a 60 anni più 12 mesi di finestra mobile (quindi a 61).

STANGATA SU ANZIANITA’: sono abolite le cosiddette quote (età più contributi) e per i dipendenti dal 2012 sarà possibile uscire dal lavoro in anticipo rispetto all’età di vecchiaia solo con almeno 41 anni di contributi per le donne e 42 e mezzo per gli uomini. Sparisce il termine anzianità, si chiamerà pensione anticipata.

AUMENTO ALIQUOTE AUTONOMI: È previsto un aumento delle aliquote contributive degli autonomi di 0,3 punti ogni anno per arrivare a due punti in più nel 2018 (adesso sono al 20-21% per i commercianti e gli artigiani a fronte del 33% dei dipendenti).

FASCIA FLESSIBILE PER PENSIONAMENTO: per le donne sarà prevista una fascia flessibile per il pensionamento tra i 63 e i 70 anni mentre per gli uomini sarà tra i 66 e i 70. Ci saranno vantaggi per chi esce più tardi e penalizzazioni per chi esce dal lavoro prima.

CONTRIBUTIVO PER TUTTI: sarà esteso a tutti il metodo contributivo pro rata, anche quindi a coloro che avendo cominciato a versare contributi prima del 1978 avevano mantenuto il più generoso metodo retributivo. Per questi lavoratori il nuovo meccanismo varrà dal 2012 quindi gli anni di lavoro fino al 2011 saranno calcolati con il retributivo.

BLOCCO RIVALUTAZIONE DELLE PENSIONI FINO AL DOPPIO DEL MINIMO (467 EURO AL MESE): le pensioni in essere saranno congelate per il 2012 e il 2013 rispetto all’inflazione. Rispetto all’impianto originario (che salvava al 100% solo quelle minime -467,42 euro), il premier Monti ha fatto sapere che «grazie ai proventi derivanti dal bollo sullo scudo fiscale possiamo dare non metà copertura dall’inflazione, come pensavamo, ma piena copertura dall’inflazione, anche per le pensioni comprese tra quella minima che è di 480 euro e la doppia della minima». (il quotidiano)