PIANO STRUTTURALE: conferenza stampa di Forza Italia per illustrare le criticità del PSC. Nello strumento urbanistico non sono individuate le aree a vocazione turistica, portuale e termale

«Noi presenteremo una serie di osservazioni rispetto allo strumento approvato dalla Giunta – spiega Magno – per evitare che ci sia uno sviluppo disordinato della città nei prossimi 20-30 anni. Le nostre richieste tendono infati a unificare dal punto di vista urbanistico i 3 centri di Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia, oltre che individuare una serie di arterie e punti di attrazione infrastrutturale indispensabili per la città, tipo l’hub intermodale nell’area dell’ex zuccherificio, in modo da far diventare Lamezia punto di riferimento regionale per quanto riguarda la movimentazione dei passeggeri e delle merci». L’altra questione sulla quale Forza Italia si batterà è quella individuata dal Quadro territoriale paesaggistico regionale e cioè la salvaguardia dei territori agricoli, oltre che la salvaguardia ambientale, il rispetto dei vincoli, nonchè alcune questioni che non sono state chiarite nella bozza del Psc e che riguardano le faglie sismiche. «C’è poi un problema di riorganizzazione del territorio – evidenza Magno – che riguarda sia la zona alta di Lamezia che le zone basse di Scinà, via del Progresso e contrada Lagani, aree soggette a rischio alluvione». Inine, occhi puntati sugli insediamenti produttivi.
«Abbiamo un’area di espansione produttiva – precisa ancora Magno – che è Capizzaglie, che va implementata e ordinata, così come chiediamo un’altra area produttiva su via San Bruno (ex rettifilo) e un riordino urbanistico dell’area di contrada Rotoli: queste sono zone che devono essere dotate di infrastrutture viarie e collegate alla futura metropolitana di superficie». Tra le cose che non vanno anche la non individuazione dell’area a destinazione turistica nè tanto meno l’area portuale. Infine l’area termale «che non viene presa in seria considerazione, dato che non è prevista una zona alberghiera per favorire lo sviluppo delle terme».
Magno è schietto: «Se troveremo la convergenza dei partiti e della maggioranza, Forza Italia è disponibile all’approvazione del Psc, se non verranno recepite queste osservazioni il nostro partito si determinerà in modo diverso». Il consigliere Mastroianni ha poi sottolineato che «il Psc non appartiene a nessun schieramento, ma da esso dipende il futuro della città: in questi anni abbiamo visto crescere i comuni limitrofi, come Feroleto, Gizzeria e Pianopoli, mentre abbiamo assistito a una decrescita di Lamezia per il vecchio Prg».
Tra le osservazioni poste da Forza Italia: la tavola dei vincoli “sottovalutata da tutti i gruppi”, la faglia “troppo estesa”, il Qtps che ha riconosciuto come unico centro storico quello di Nicastro, la non previsione di un’area fieristica, nonostante la LameziaEuropa abbia messo a disposizione 6 ettari nell’area industriale; infine l’assenza di un’area destinata ai servizi termali.
Il consigliere Tedesco ha ribadito come il Psc «è stato mal accettato dalla popolazione, in particolare dai tecnici, perchè Crocioni non si è calato nell’animo cittadino e non ha valutato le vocazioni commerciali che ha Nicastro e quella agricola di Sambiase. Il problema principale è che nel piano approvato dalla Giunta non si vede il futuro della nostra città da qui a 20 anni: il Psc deve mettere ora i semi per una città più moderna. Ci sono infatti molti errori, come per esempio la faglia sismica che non si capisce ancora dov’è. La nostra idea è di approvare il Psc, ma solo se passano le nostre osservazioni».
L’intervento conclusivo è toccato al capocruppo Armando Chirumbolo che ha ribadito come il Psc presentato dalla Giunta «non ci sta per niente bene». In passato, ha spiegato Chirumbolo «nonostante abbiamo fatto riunioni e presentato delle osservazioni la Giunta le ha ignorate. Ora che il sindaco si è reso conto di non avere i numeri per far passare il Psc, ha cercato una sponda e detto ai partiti di presentare delle osservazioni. Se questi punti saranno inseriti nell’emendamento noi daremo un voto positivo, altrimenti non lo approveremo. Speranza, ha concluso Chirumbolo, ancora una volta ha dribblato per arrivare al voto, probabilmente in seconda convocazione, dove bastano numeri ridotti, continuando quello che ha fatto da 8 anni a questa parte: far decidere a un cerchio ristretto di 5-6 persone le sorti e il destino della nostra città». (Gazzetta del Sud – L.pi.)