PIANO STRUTTURALE: proposta ASI bioarchitettura

Per occupare gli enormi spazi vuoti sarebbe auspicabile l’insediamento di un polo tecnologico, previsto nel Masterplan, così come è contemplato un impianto di terra preta, caratterizzata dalla presenza di carbone a bassa temperatura in alte concentrazioni, di elevate quantità di ceramica e frammenti di materia organica come residui vegetali e animali, molto utile all’ecosistema. Non trascurabile è anche la possibilità di innescare il turismo attraverso il porto turistico di cui a Lamezia non si parla più ma che è previsto nel progetto, attraverso la realizzazione di una darsena, che meglio protegge il territorio ed è più compatibile con gli accessi dell’area e con gli eco-trail previsti per i visitatori.
Partendo dalla geografia e dalle tradizioni del territorio, integrando tutti i sistemi, si può creare una nuova atmosfera per vivere, per lavorare, e per favorire il rilancio della nostra area, rimasta per troppo tempo senza identità. La riorganizzazione ecologica del comparto industriale non significa limitare lo sviluppo e la produzione, si tratta di un’idea innovativa che conferisce lustro e dignità allo strumento urbanistico, che, diversamente, non sarebbe utile al rilancio socio-economico e territoriale della città.
L’approvazione di un Piano Strutturale deve dare respiro alle potenzialità della comunità, deve proiettare la città nel futuro, non può essere una sintesi o una perdurante contrapposizione tra chi vuole cementificare e chi sposa un radicale ambientalismo.
Solo affermando le grandi prerogative di Lamezia, la sua centralità, la sua dimensione di città-regione, Il PSC sarà volano di sviluppo e la sua approvazione una grande occasione di rilancio della nostra città, in questi anni volutamente emarginata. Queste condizioni si creano con le idee innovative e guardando gli esempi di tante città europee dove si sono coniugati sapientemente un sano rispetto per l’ambiente ed un necessario modello di sviluppo. Avv. Luigi Muraca Ex Presidente ASI