Reggio Calabria, Antonio Pappalardo: “Il Movimento Liberazione Italia scende in campo per europee e regionali”

REGGIO CALABRIA – Il Movimento Liberazione Italia annuncia la discesa in campo per le consultazioni europee e le regionali del prossimo anno. E lo fa iniziando dalla Calabria. «Preoccupati – ha spiegato il leader nazionale, l’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo incontrando i giornalisti a Reggio Calabria – per quello sta capitando nel nostro Paese e per le parole del procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri che qualche mese fa, dopo aver arrestato 130 persone, affermò: “La situazione e’ veramente drammatica. Bisogna prendere posizione. Uscite dal guscio delle vostre case. Impegnatevi nel sociale; occupate le strade e le piazze. Fate qualcosa. Ribellatevi a questo andazzo”».
«Per questo – ha aggiunto Pappalardo – abbiamo deliberato, per il prossimo anno, di partecipare con nostre liste alle consultazioni per il rinnovo del Parlamento europeo e dei Consigli regionali di molte regioni, a cominciare dalla Calabria. Istituzioni che hanno leggi elettorali ineccepibili, non come il “Rosatellum” che è fuorilegge, tanto che abbiamo “arrestato” il Capo dello Stato presentandoci lo scorso 21 dicembre davanti al palazzo del Quirinale. Ci presentiamo perché il Movimento di Liberazione Italia non può consentire che l’Italia muoia come sta morendo adesso. Non possiamo permettere che il 27% dei posti di lavoro in Calabria sia assicurato dalla ‘ndrangheta. Noi siamo coerenti. Noi nasciamo nel Sud. Forza Italia di Berlusconi è del Nord, la Lega è del Nord, il Pd di Renzi è toscano, il Movimento 5 Stelle di Peppe Grillo è genovese. Vogliamo un movimento sudista che si occupi delle problematiche del Sud». E tra i primi obiettivi, il lavoro, l’occupazione, lo sviluppo, e il turismo, come ha sottolineato il vice coordinatore del Movimento Gaetano Campolo, promotore di una proposta di legge regionale di applicazione di una direttiva europea per la diffusione del ristorante diffuso nei B&B anche in Calabria. «Legge – ha spiegato Campolo – che né il governatore Mario Oliverio, né il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto hanno inteso prendere in considerazione. Stanno bloccando una legge cui sono interessati decine e decine di titolari di B&b della nostra Regione. Un progetto che a regime potrebbe dare lavoro a 60-70 mila persone in Calabria».